15 maggio 1252: Ad extirpanda

Storia

15 maggio 1252: Ad extirpanda

Per fronteggiare i sempre più diffusi movimenti eretici che stavano attraversando l’Europa occidentale nel XIII secolo, tra i maggiori quello dei Valdesi e quello dei Catari, papa Innocenzo IV, il genovese Sinibaldo Fieschi, decise di fornire di strumenti più “persuasivi” la da poco nata Inquisizione.

Per questo, poco dopo l’assassinio dell’inquisitore generale di Milano ad opera di eretici, emanò la bolla papale Ad extirpanda (“Per estirpare”) che autorizzava gli inquisitori all’uso della tortura come strumento per ottenere rivelazioni o confessioni da parte dei processati.

Riaffermata anche dai successivi pontefici, quest’enciclica rese ancora più bui i secoli finali del Medioevo, condannando alla sofferenza centinaia di innocenti esseri umani.

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