Bologna Pride 2012 COMMENTA  

Bologna Pride 2012 COMMENTA  

Il gay pride di ieri, ha vinto la scommessa: riuscire a garantire la rivendicazione dei diritti dei gay pur senza la fastosità dei caratteristici carri. Questa decisione ha reso la manifestazione davvero solidale con i terremotati dell’Emilia – come avrebbe detto più tardi il sindaco Merola dal palco montato per l’occasione in Piazza Maggiore: “Grazie per aver trasformato la manifestazione dell’orgoglio lgbt anche in quella dell’orgoglio emiliano”. I toni più sobri non hanno spento i colori e l’entusiasmo dei partecipanti, che partiti da Porta Saragozza intorno alle 16 hanno attraversato Bologna in un susseguirsi di trampolieri, musicisti, bandiere e cartelli con frasi contro il Vaticano, per riversarsi in Piazza Maggiore, dove la manifestazione è proseguita con musica e vari interventi. Tra questi è stata anche la volta del padre di Daniel Zamudio, il giovane cileno omosessuale che nel marzo scorso è stato torturato per sei ore da un gruppo di neonazisti, in un parco nel centro di Santiago. Perché se ieri la festa e l’entusiasmo erano importanti, fondamentale è stato ricordare quanta strada ancora ci sia da fare perché vengano riconosciuti i diritti, ma soprattutto l’accettazione della differenza, un valore sconosciuto ancora per molti Paesi che si definiscono democratici e laici o aspiranti tali.


Cecilia Cruccolini

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