Dieta senza glutine al neonato: muore a 7 mesi

Dieta senza glutine al neonato: muore a 7 mesi

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Dieta senza glutine al neonato: muore a 7 mesi

Dieta senza glutine al neonato: muore a 7 mesi
Dieta senza glutine al neonato: muore a 7 mesi

Siamo in Belgio, dove un bambino di soli 7 mesi è morto perché sottopeso. I genitori avevano scelto per lui una dieta gluten free.

Beveren, Belgio. Un bambino di 7 mesi e sottopeso è deceduto in conseguenza a una forte malnutrizione. I genitori gestiscono un negozio di alimenti naturali e avevano deciso di adottare anche per il neonato una dieta priva di glutine. Una scelta azzardata, insensata, immotivata e che ha condotto il piccolo Lucas alla morte. Il cibo che ingeriva era troppo poco per la sua tenera età e per il suo fabbisogno. Era il 2014. E il processo alla madre e il padre è iniziato proprio ieri.

La dinamica dei fatti

Secondo quanto avevano dichiarato i risultati dell’autopsia, lo stomaco del bambino, il quale era arrivato a pesare soltanto 4 kg, era completamente vuoto e gli alimenti somministrati del tutto errati. I genitori, infatti, avrebbero diagnosticato autonomamente al loro bimbo, senza alcun fondamento clinico nè accertamenti medici, un’intolleranza al glutine e un’allergia al lattosio. “A volte aumentava di peso – ha dichiarato, in lacrime, la mamma – altre volte dimagriva.

Non era nostra intenzione fare del male a nostro figlio e, tanto meno, provocargli la morte”.

Secondo il loro avvocato Karine Van Meirvenne, i genitori credevano che Lucas avesse un problema alimentare. Ecco perchè gli davano latte di quinoa, alimento ben poco nutriente, per i neonati. L’accusa è di negligenza. La difesa, invece, sostiene che abbiano agito comunque in buona fede.

Celiachia: sintomi, diagnosi e test

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine da parte del proprio sistema immunitario. L’assunzione di alimenti contenenti glutine, infatti, induce una reazione immunitaria anomala all’interno dell’intestino tenue, causando un’infiammazione cronica e la scomparsa dei villi intestinali. I villi, perciò, regrediscono e la mucosa intestinale si danneggia in misura proporzionale alla gravità dell’infiammazione. Di conseguenza, l’assorbimento delle sostanze nutritive si riduce, provocando scompensi e malnutrizione.

La celiachia può essere tipica, atipica e silente. E può essere causata da fattori ereditari e ambientali.

La ricorrenza familiare della celiachia, infatti, è circa 10 volte più comune nei parenti di primo grado. I geni coinvolti nella predisposizione ereditaria possono essere, ad esempio, alcuni fattori del sistema HLA.

La celiachia, di solito, può manifestarsi sin dall’infanzia, subito dopo lo svezzamento, con il passaggio dal latte materno all’alimentazione contenente glutine. Ma se non viene immediatamente diagnosticata, ne possono conseguire gravi disturbi della crescita e dello sviluppo. I bambini celiaci, infatti, sono solitamente di corporatura esile o, addirittura, denutriti. La celiachia, tuttavia, può comparire ad ogni età. Ad oggi, infatti, viene diagnosticata soprattutto tra gli adulti.

In caso di sospetto di celiachia, il primo test da fare sono gli esami del sangue. Se in tali esami vengono evidenziati alcuni anticorpi specifici, si procede con una biopsia dell’intestino tenue. Se la biopsia intestinale rivela tipiche variazioni della mucosa, il gastroenterologo consiglierà di adottare una dieta priva di glutine, strettamente rigorosa e a vita.

L’alimentazione priva di glutine conduce a un rapido e visibile miglioramento del proprio stato di salute. E la mucosa intestinale inizia, abbastanza rapidamente, a rigenerarsi. Per fortuna, chi soffre di celiachia non è costretto ad assumere alcun tipo di farmaco. L’unica cura possibile e praticabile è proprio l’osservanza della dieta.

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