Donald Trump, fact checking del NYT sulla prima conferenza stampa COMMENTA  

Donald Trump, fact checking del NYT sulla prima conferenza stampa COMMENTA  

donald trump

Il New York Times e Donald Trump, un duello non nuovo che si è rinnovato alla prima conferenza stampa del nuovo presidente.

Prima conferenza stampa di Donald Trump da 45 esimo presidente degli Stati Uniti d’America e già è il momento di discutere di ciò che l’ex tycoon ha detto. Ad analizzare parola per parola le affermazioni di Trump ci ha pensato il New York Times, da sempre avverso al vincitore delle presidenziali USA 2016.


Un “fact checking”, come si dice in termini giornalistici, che in Italia è stato ripreso dall’AGI.

La Russia dietro i cyber attacchi

Russia, certo, ma non solo. Secondo Trump, infatti, gli USA “sono stati attaccati anche da altra gente e altri Paesi”. Quella che potrebbe apparire come un’ammissione di ciò che da tempo si va dicendo da più parti, e cioè che la Russia ha interferito con le elezioni americane, mira soprattutto a minimizzare il ruolo di Mosca. Hanno hackerato, sì, ma non sono stati gli unici. Come fa notare il NYT, però, sono stati gli unici a rendere pubblico ciò che avevano scoperto, ritagliandosi un ruolo nell’ambito della campagna elettorale.


L’ObamaCare sta per implodere

L’ObamaCare, cioè la riforma del settore sanitario voluta dal presidente uscente Barack Obama, non è perfetta e non funziona in modo perfetto. Un modo di dirlo è che ci sono dei problemi e che bisognerebbe lavorare per risolverli. Un altro modo, quello scelto da Trump, è dire che la riforma è da buttare. Punti di vista, insomma, di natura per lo più politica.


Niente conflitto di interessi

Donald Trump ha affermato che potrebbe “seguire legalmente” tutti i suoi affari e, al contempo, “svolgere le funzioni di Presidente degli Stati Uniti”. Come evidenzia il NYT, questo è corretto: il Presidente è esentato “dalle norme sul conflitto di interessi”.

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“Il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla Terra”

Così si è autodefinito Donald Trump. Per riuscire in questo intento, il nuovo presidente dovrebbe riuscire a far meglio di ciò che, in tempi recenti, ha fatto Bill Clinton. Secondo diversi analisti, sarebbe necessario avere un’economia in crescita di almeno il 3%, obiettivo da ritenere, per il momento, quasi impossibile.

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