Farmaco per Alzheimer: ora può anche riparare i denti danneggiati

Salute

Farmaco per Alzheimer: ora può anche riparare i denti danneggiati

La scoperta di tale farmaco è stata effettuata da alcuni ricercatori del prestigioso King College di Londra: una molecola impiegata per contrastare malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, può portare alla produzione di dentina – tessuto connettivo mineralizzato che fa parte del dente – dalle cellule staminali della polpa dentale. E’ una scoperta rivoluzionaria, che potrebbe per esempio non rendere più necessarie le fastidiose otturazioni per una carie. La dentina viene prodotta naturalmente da cellule specializzate dette odontoblasti anche in presenza di traumi ed infezioni della polpa, tuttavia ciò non è sufficiente: è per questo che si procede all’otturazione. Il team britannico guidato dal Professor Paul Sharpe è però arrivato alla conclusione che piccole molecole di Tideglusib, un inibitore delle glicogeno sintasi chinasi (GSK-3) efficace nelle procedure per combattere l’Alzheimer, “se applicate a spugne di collagene biodegradabili inserite nel dente promuovono la formazione della dentina, che lentamente va a sostituire l’intera struttura della spugna”. Tale operazione è facile da compiere, perché si utilizzano materiali facilmente reperibili, e potrebbe diventare davvero diffusa.

La ricerca odontoiatrica in questione è stata pubblicata sulla rivista scientifica britannica Nature, una delle maggiori e più antiche del mondo – pubblicata il 4 novembre 1869 -, la cui particolarità è quella di pubblicare articoli o lettere originali su varie ricerche in molteplici campi.

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