La Sakara, la Murena ed i racconti di una notte di mezza estate COMMENTA  

La Sakara, la Murena ed i racconti di una notte di mezza estate COMMENTA  

Un ricordo ancora vivo….  Sono ancora ebbro di emozioni, che la notte appena passata mi ha regalato a profusione e volevo scrivere alcune righe prima che i tanti pensieri della nuova giornata sfumassero la magia della ” Notte Bianca di Melpignano ” .

 Ricordo ancora l’incantevole visione dei suoni, colori, odori del giardino del Kalì, un vero portento per anima e mente, un luogo dove poter mangiare e conversare amabilmente tra amici nel locale più trend di Melpignano tra mura possenti di bianco calcarenite salentino ed i tavoli, le pagode in legno amabilmente sparsi del giardino, un vero Eden in terra.

 

Poi Piazza S. Giorgio con le sue logge dove un tempo i mercanti vendevano la loro merce preziosa, il palazzo baronale Granafei con la sua mole per poi scoprire nella penombra della sera tra palazzi e corti antiche, una piccola corte bellissima nella sua austera e nobile semplicità, esaltata poi da attori che in una miscellanea di canzoni popolari salentine, come la struggente ” Arìmo Rindineddha ” che racconta amori lontani, ma forti,  in grado di scatenare impulsi emozionali che sconquassano la mente, il cuore e nobilitano l’anima.

 

La scusa per una narrazione, complice con l’attento pubblico, come sempre avviene dalle nostre parti protagonista è quell’ agosto del 1480 con i Turchi ad Otranto, una ferita ancora palpitante e non ancora cicatrizzata dal fiero popolo salentino .  Qui la pièce teatrale racconta attraverso vari passaggi, dell’eroina Idrusa, del romanzo storico pietra miliare di storia e cultura Salentina, l’opera di Maria Corti intitolata ” L’ Ora di Tutti ” un romanzo che amo visceralmente e che consiglio a tutti di leggere.

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 La storia si dipana tra Angelo,  la madre di lui Agata,  la fidanzata Fiamma rapita dai turchi,  lo zio Edoardo paterno ed accomodante.  Nel racconto il fuoco dell’anima per una terra, la nostra, martoriata e derisa, ma capace,  forte e maestosa come i suoi ulivi contorti oppure ricca di sapori ed odori difficilmente riscontrabili in altri posti,  come quelli dell’albero di fico con i suoi frutti succosi.  Come tutte le favole non può mancare l’intreccio magico dato dall’accoppiamento della Sakara ( serpente di terra ) e la Murena ( serpente di mare ), che si intrecciano in un ballo osceno e proibito,  che soli pochi uomini possono vedere nelle notti di plenilunio sopra un letto di sale bianco presso una conca vicino al mare.  La serata nel grecanico paese di Melpignano volge al termine, tra potenti telescopi che scrutano il cielo limpido,  l’eco del concerto di Cristicchi con i suoi cantori .  

Ma il bello della storia viene quando dopo una notte insonne decido di raggiungere gli amici al mare,  in un luogo della marina neretina chiamato il Pizzo dell’Aspide ( noto serpente di terra che uccise con il suo veleno l’affascinante regina d’Egitto Cleopatra ).  Qui appena giunto in riva al cristallino mar Ionio,  in una conca presso il mare con l’acqua da poco evaporata, faceva bella mostra una Murena ( il serpente di mare )  in un letto di bianco sale come nel sogno,  ella giaceva morta,  mentre c’è chi raccontava con dovizia di particolari la presenza della Sakara ( serpente di terra )  giunto forse a piangere la compagna di intrecci amorosi proibiti,  di notti magiche rischiarate dalla luna piena.  Intrecci deliziosi di una terra il Salento, piena di sorprese e palpitanti emozioni,  ora mentre si sciolgono i pensieri, concludo questo mio racconto. Un generoso ringraziamento alla mia dolce e paziente mogliettina,  che oggi tra il marito lunatico e lo stress maniacale della figlia impegnata nel ruolo di Fatina nella favola ballata di Cenerentola,  riesce a rimanere se stessa. Ora tutti quanti, amici e parenti, saranno  impegnati nella frescura della sera,  ad ascoltare, vedere e respirare la scenografica cornice di piazza S. Pietro a Galatina che farà da quinta teatrale per L’Ars danzatoria delle ragazze della New Dance Studio Ballet, che riempirà di nuovo il mio cerebro di nuove ed affascinanti storie da raccontare .

Raimondo Rodia

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