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Il libro degli specchi: recensione

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Il libro degli specchi: recensione

Il libro degli specchi è un romanzo scritto da Eugen O. Chirovici e pubblicato da Longanesi a febbraio 2017.

Peter Katz è un agente letterario che ogni giorno si trova a dover leggere la serie di manoscritti soggetti alle sue valutazioni. Tra questi suscita la sua attenzione il manoscritto di un certo Richard Flynn che con la sua lettera di presentazione è già in grado di catturare l’interesse dell’agente. Qualora la parte di romanzo inviata sia ritenuta interessante l’autore provvederà ad inoltrare la restante parte della storia.

Di cosa parlano le prime pagine del romanzo?

Un fatto di cronaca verificatosi 30anni prima che aveva visto coinvolto lo scrittore in prima persona. Si trattava dell’assassinio di un affermato professore universitario impegnato in ricerche nell’ambito della psicologia. L’omicidio non è stato mai risolto e il romanzo si pone l’intento di dare finalmente un nome all’assassino.

Quando Kats cerca di mettersi in contatto con Flynn per la restante parte del manoscritto scoprirà che l’autore, malato da tempo, è nel frattempo deceduto.

Coinvolto ormai nella vicenda si metterà alla ricerca della verità.

Molti i personaggi coinvolti e il caso verrà così riaperto.

Tra le persone vicine alla vittima di nome Josep Wieder, compaiono Laura Baines, studentessa di talento e da lui prediletta; lo stesso Flynn innamorato di Laura; Derek Simmons, il tuttofare con problemi di memoria; Sara Harper compagna di studi di Laura.

Non sarà per niente facile ricostruire la parte mancante del manoscritto.

Le testimonianze delle persone coinvolte nella vicenda si riveleranno per lo più contraddittorie.

Chi è che mente? Tutti sembrano avere qualcosa da nascondere e ricostruire la verità sui fatti si rivela un’impresa complessa.

Il libro è di agevole lettura, scorrevole e il lettore fin dalle prime pagine viene incuriosito. Le piste seguite per dipanare la matassa si riveleranno spesso false e fino alle ultime pagine non sarà chiaro la dinamica dell’omicidio.

L’autore che si trova alle prese con il suo primo libro rende ogni testimone apparentemente credibile ma c’è sempre qualcosa o qualcuno pronti a smontare la descrizione dei fatti.

Gli eventi risalgono a molti anni prima e la memoria delle persone gioca un ruolo determinante. Il paradosso sta proprio nel fatto che a ricostruire gli eventi sarà Roy Freeman, investigatore in pensione ed ex alcolista, la cui memoria sta sfumando davvero e paradossalmente toccherà proprio a lui ricomporre il puzzle. Su di lui incombe infatti una grave malattia che lo porterà lentamente a dimenticare ogni cosa.

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Manuela Margilio 115 Articoli
Sono laureata in giurisprudenza e amo scrivere su questioni relative al diritto e fisco; mi piace leggere e mi dedico alle recensioni. Scrivere sul web è una delle mie passioni che mi consente di essere sempre aggiornata.