Narcos: fatti reali sulla vita di Pablo Escobar

Narcos: fatti reali sulla vita di Pablo Escobar

Narcos: fatti reali sulla vita di Pablo Escobar

Narcos, la serie che racconta le verità della lotta di due agenti della DEA, Steve Murphy e Javier Peña, contro il re della droga Pablo Escobar

Narcos è una serie basata su fatti realmente accaduti, serie bellissima proprio perché si prende veramente poche libertà narrative. Talmente poche che si potrebbe descrivere usando un testo universitario.

Ecco alcuni brani tratti da Volgere di millennio di Manuel Castells:
Escobar finanziava un programma di edilizia popolare e di servizi sociali per i poveri di Medellìn e riuscì a costruirsi un bacino di consenso fra gli abitanti delle baraccopoli. Cercò perfino di difendere i «diritti umani» delle sue gang giovanili contro i palesi abusi delle forze di polizia.

[I cartelli di Medellìn e Calì] puntavano entrambi alla piena integrazione nella società colombiana. A più riprese manifestarono ai vari presidenti succedutisi in Colombia la loro disponibilità a ripagare in contanti l’intero debito estero dello stato […] e a reinvestire i propri capitali in Colombia, diventando così uomini d’affari rispettabili. Non si trattava di un sogno impossibile, ma finì per rimanere un sogno, perché l’amministrazione degli Stati Uniti si schierò risolutamente contro, decisa a utilizzare ogni mezzo per evitare che la Colombia diventasse un rifugio sicuro per i narcotrafficanti.

Tutto qui. Narcos racconta le vicende del più ricco mafioso della storia, del re della droga, di come Pablo Escobar abbia provato a diventare l’uomo più rispettabile della Colombia e di come abbia fallito.

Ma la voce narrante è di un americano, un vero agente della DEA Steve Murphy. Narcos è, quindi, anche la storia di come gli Stati Uniti siano a più riprese intervenuti nella vita, politica e non, della Colombia.

La sceneggiatura, quindi, era stata già scritta mentre le reali pedine si muovevano sullo scacchiere del narcotraffico. Sono state perfino usate immagini di repertorio, sia durante i titoli di apertura che durante il normale svolgimento degli episodi: Escobar che va in moto; Escobar che tiene un comizio per essere eletto deputato (e lo diviene, un po’ come se Totò Riina si fosse seduto nell’Assemblea Regionale Siciliana); Escobar che gioca a calcio… ma anche scene di vera e propria guerra urbana.

Insomma, la domanda sorge spontanea: cosa ha fatto la produzione? Ha aggiunto attori bravissimi, musiche calzanti, una regia magistrale e ha scelto di usare lo spagnolo in alcuni dialoghi per favorire la veridicità, sottotitolandolo in tutte le lingue dove Narcos è stato distribuito, ma mai traducendolo.


Narcos è, insomma, una storia fatta e finita prima ancora di essere stata concepita.

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Chiara Cichero 1241 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.