Niente più volumi per l’Enciclopedia Britannica

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Niente più volumi per l’Enciclopedia Britannica

 

La querelle già profonda sull’utilità del libro o del supporto enciclopedico stampato – in un momento storico così permeato di rimandi tecnologici – finora si era mantenuta, fortunatamente, su un piano teorico.

In una giornata già densa di notizie gravose e tragiche, per le quali scrivere di cultura sembra quasi inadeguato e statico, ci mancava solo la drammatica dichiarazione del presidente dell’Enciclopedia Britannica Jorge Cauz.

Cauz, dopo aver analizzato gli sconfortanti risultati in termini di vendite riferiti al 2011, annuncia che l’opera non sarà più pubblicata in versione cartacea, ma solo sul web. Dunque l’ultima edizione in volumi disponibile sarà quella del 2010.

I motivi addotti sono molteplici, e varrebbe davvero la pena che gli ‘intellettuali’ riflettessero su tali esternazioni. Mentre può essere letta come prevedibile l’affermazione “Un’enciclopedia stampata è già vecchia nel minuto in cui la stampi…” , il lato grottesco e forse amaro della vicenda riguarda il paragone con Wikipedia.

L’enciclopedia ‘libera’ è gratuita, contiene circa 3,9 milioni di voci ed è vastissima ma, per contro, non è raro trovarvi imprecisioni quando non forme di promozione o comportamenti ideologici, nonostante gli accurati controlli.

Paragonare dunque un corpus di voci così curato e un’opera tanto autorevole a uno strumento per propria natura perfettibile,appare piuttosto triste, e indicativo di una tendenza.

 

Chi scrive non è mosso da vis polemica e certamente ama il web, dal momento che è qui.

Però spera in cuor suo che prevalga sempre l’approfondimento, sulla voluttà frenetica di apprendere…

Lorenza Cattadori

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