Non lavarsi: da cosa nasce la tendenza e chi la pratica

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Non lavarsi: da cosa nasce la tendenza e chi la pratica

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La tendenza a non lavarsi, nota come "unwashed", è ormai dilagante. Per alcuni è un fattore di moda, per altri una scelta ambientalista. Per altri ancora è semplice pigrizia...

Per alcuni è un fattore di moda, per altri una scelta ambientalista. Per altri ancora si tratta della solita, vecchia pigrizia… Eppure ci sono sempre più persone al mondo che scelgono di non lavarsi. E aderiscono allo stile di vita connotato come unwashed.

La regola dive di usare shampoo e sapone non più di una volta a settimana. Ma i più radicali possono anche fare una doccia ogni due settimane. Negli intervalli è concesso lavarsi, ma utilizzando soltanto acqua. Chi sceglie questa via, ambientalista o trendy che sia, ritiene che lavarsi ogni giorno sia solo una convenzione sociale inutile. Anzi, a tratti questa abitudine può anche essere addirittura dannosa.

L’idea di usare poca acqua e di abusare ben poco del sapone è infatti una scelta ecologica, ma anche salutista. La pelle, così facendo, risulta meno esposta alle sostanze chimiche contenute nei detergenti. Anche i dermatologi sono del resto concordi nel dire che lavaggi eseguiti con troppo frequenza possono seccare e irritare la pelle. Possono inoltre eliminare i batteri buoni che vivono naturalmente sulla nostra pelle. È per questo motivo che la doccia viene consigliata ogni due o tre giorni, compatibilmente con il proprio lavoro e con il proprio stile di vita.

Non lavarsi: la moda dell’unwashed nel mondo

La tendenza si è diffusa principalmente negli Stati Uniti e in Francia. Ma si sta allargando anche ad altri paesi dell’Europa. Coloro che si sono avvicinati a questo stile di vita dicono che un numero eccessivo di docce può danneggiare lo strato lipidico della pelle. Quello strato, cioè, che contribuisce a mantenere un equilibrio sano dell’epidermide.

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La moda dell’unwashed conta diversi vip, tra i qual Brad Pitt, Russell Crowe, Johnny Depp e Colin Farrell. Il settimanale francese “Obs” ha di recente eseguito un’inchiesta su questa tendenza. Nel 2010 il “New York Times” ha documentato per la prima volta il fenomeno tramite un articolo dal titolo The great unwashed. Il brano raccontava la storia di alcune persone che avevano scelto di abbandonare l’abitudine della doccia quotidiana. Essi ribaltavano così la cultura dell’igiene che paesi occidentali sono abituati a seguire ormai da decenni.

Mauro-Corona

In Italia lo scrittore Mauro Corona ha intrapreso questo percorso del “non lavarsi” già un anno fa. Ha raccontato la propria scelta di farsi la doccia una volta al mese. Mentre continua a lavarsi le mani e le parti intime ogni giorno. Anche il giornalista Giuseppe Cruciani fa parte della schiera degli unwashed, così come l’ex presidente del WWF Fulco Pratesi. La questione dello spreco di acqua è sicuramente uno dei punti decisivi di chi sceglie di perseguire questa via etica. Per una doccia di 5 minuti vengono impiegati circa 75-80 litri di acqua. Anche per ogni minuto di doccia il consumo è stratosferico. Si tratta di circa 15-16 litri d’acqua. Mentre per riempire una vasca da bagno ne occorrono circa 150.

La parola agli esperti

Molti ecologisti sostengono invece una via intermedia. Bisogna sì fare molta attenzione agli sprechi d’acqua e utilizzare prodotti biologici, preferibilmente fatti in casa. Senza però arrivare alla soluzione estrema di una doccia alla settimana o anche meno. Voi cosa ne pensate? Sareste disposti a rinunciare alla vostra pulizia quotidiana per il benessere dell’ambiente?

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