Procura di Roma: aperto un fascicolo sulle ‘spese pazze’ di Marino

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Procura di Roma: aperto un fascicolo sulle ‘spese pazze’ di Marino

Gli esposti presentati dagli esponenti dell’opposizione al Comune di Roma, contro le spese pazze del sindaco capitolino, Ignazio Marino, hanno prodotto l’apertura di un fascicolo da parte della Procura di Roma, che adesso passerà al setaccio le corpose spese di rappresentanza effettuate dallo stesso, nel corso del suo viaggio a Filadelfia e per altri impegni istituzionali.

L’apertura del fascicolo è un percorso obbligato per i magistrati romani dopo le segnalazioni dettagliate giunte dalla Lista Marchini, dal centro destra e dal M5S, che hanno segnalato abusi e anomalie nell’uso della carta di credito del Campidoglio. Il sindaco è intervenuto sulla vicenda, minacciando querele e contromisure di carattere legale, avverso a coloro che stanno cercando di infangare la propria attività politica: “Quello che dovevamo dire l’ha già detto il Campidoglio“. Secondo Marino le spese sono state tutte giustificate e rendicontate secondo le procedure di rito, per questo intende difendersi nelle sedi opportune per tutelare la propria onorabilità.

In una recente intervista, lo stesso Marino, ha rivelato che nel 2023 abbandonerà la politica, e nei propri desideri c’è quello di lasciare l’Italia per andare a vivere in Australia e precisamente nella città di Sidney: ‘Non nasco politico e non morirò politico‘.

La difesa di Marino dalle accuse delle opposizioni

In un’altra intervista pubblicata sul settimanale ‘Chi’ Marino è tornato a difendere il proprio operato e la correttezza dell’uso della carta di credito: ‘Erano tutte spese istituzionali – ha ribadito a ‘Chi’ – incontri e cene fatte per affrontare i problemi della città.

E questo succede ovunque, anzi, Roma con me spende meno che in passato e certamente in linea con le altri grandi città‘.

Pronta la replica del M5S, che ha rilanciato l’ accusa di spendere in modo inappropriato i fondi pubblici: ‘Marino si ricordi che i sindaci delle altre grandi città non hanno la carta di credito’.

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