Rederendum Lombardia, la trattativa: dalla sanità al canone Rai
Referendum Lombardia, il testo della trattativa: dalla sanità al canone Rai
Milano

Referendum Lombardia, il testo della trattativa: dalla sanità al canone Rai

Referendum Milano
Referendum Lombardia

Referendun Lombardia fatto, Maroni illustra la bozza da presentare al governo. prossimo il voto su 23 capitoli della Costituzione

Oggi, venerdì 27 ottobre 2017 si è tenuto a Milano l’incontro in seguito al Referendum Lombardia. Presente il governatore Maroni, per esporre le richieste della trattativa. Le vertenze sono rivolte a tasse e sanità, ‘insegnanti doc’ e canone Rai. Secondo il documento presentato da Maroni, si punterebbe ad avere la massima liberto su provvedimenti, riguardanti: bollo auto, ticket e tariffe per le prestazioni sanitarie. Sarebbero inoltre cancellati i vincoli dettati dal patto di stabilità. Ecco un breve commento di Maroni: “Sono un rivoluzionario, voglio anche la sicurezza“.

Referendum Lombardia Maroni chiede più autonomia

Sono 20 le materie di cui si è trattato, lo stesso governatore Maroni in primis, a corredo del referendum Lombardia. Gli articoli della costituzione presi in cosiderazione vanno dal 116 al 119. Richiesta autonomia della stessa provincia di Trento sulle tasse. Bollo auto con decisione sull’importo e ammontare delle imposte, usate in parte per l’attuazione della difesa del suolo.

Grazie al risultato del referendum Lombardia Maroni passa poi alla sanità, il prossimo 7 novembre 2017 verrà votata la prima bozza dal Consiglio Regionale.

Si apriranno quindi le trattative con il Premier, Paolo Gentiloni, propone infatti una vera e propria svolta sull’organizzazione del sistema socio sanitario.

La richiesta della Lombardia al governo è di organizzare la sanità da sè. Al netto dei livelli assitenziali di assistenza. Verrà chiesto di “non avere vincoli di spesa specifici, con particolare riguardo alla possibilità di definire il sistema tarriffario“. E “la possibilità di modulare i ticket sanitari“. Il superticket introdotto dal governo su visite ed esami potrebbe essere tolto, garantendo, ugualmente, allo Stato, un uguale introito.

Referendum Lombardia, le novità sull’istruzione

La Lombardia chiederà anche di essere libera nel reclutamento degli insegnanti. Un “albo regionale degli insegnanti dal quale attingere per il reclutamento diretto del personale docente da parte delle scuole“. Non si chiederà sulla sicurezza, infatti i titoli delle 20 materie, che diverranno dei capitoli della bozza sono: organizzazione della giustizia di pace; organizzazione regionale del sistema educativo; tutela dell’ambiente; rapporti internazionali; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; professioni; ricerca scientifica; tutela della salute; alimentazione.

Si chiederà autonomia per: ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; produzione, trasporto e distribuzione dell’energia, previdenza complementare e integrativa; coordinamento finanza pubblica e del sistema tributario; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale.

Si richiederà anche “l’impiego a livello regionale di una quota del canone Rai versato dai cittadini residenti in Lombardia e dei proventi pubblicitari“. Questo si è voluto dimostrare con il Referendum Lombardia.

Roberto Maroni ha illustrato la bozza

La bozza, già pronta, è stata illustrata, dopo referendun lombardia dal governatore lombardo Roberto Maroni alle parti sociali. Il prossimo 30 novembre 2017, verrà presa in esame dai gruppi politici presenti in Consiglio regionale.

Seguiranno le commissioni regionali Bilancio e Affari istituzionali. Il voto finale dell’aula del Pirellone avverrà martedì 7 novembre 2017. Maroni ha ammesso “la sicurezza non fa parte del testo della prima bozza della risoluzione“. In seguito rassicura e precisa: “La sicurezza non c’è formalmente, però io voglio che anche questo tema faccia parte della trattativa“.

Ecco altre sue parole: “Nelle 23 materie previste dalla Costituzione non c’è, ma ci sono materie come la protezione civile che implicano delle conseguenze sulla sicurezza.

Lasciate fare a me, non preoccupatevi“. Infine aggiunge: “Sono un rivoluzionario, ma vorrei che alla fine questa risoluzione fosse votata all’unanimità“.

Il Referendum Lombardia è stato fatto, Maroni illustrerà e richiederà quanto pattuiti, a noi spetta solo di vedere ciò che cambierà.

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