Streptococcus agalactiae come si prende, sintomi, cura

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Streptococcus agalactiae come si prende, sintomi, cura

Streptococcus agalactiae: tutti i consigli per evitarne il contagio, i sintomi e la cura

Lo Streptococco agalactiae è un germe e batterio appartenente al gruppo B degli Streptococchi: un microrganismo particolarmente difficile da debellare, in quanto rappresenta quei batteri provvisti di una particolare membrana cellulare esterna capace di resistere a molti attacchi e patologie come quelle concernenti le difese del sistema immunitario. In genere, si può assirire che lo streptococo agalactiae sia innocuo: colonizza abitualmente l’organismo umano, in particolare l’intestino e, nelle donne, anche la vagina e la cervice uterina, permanendo nel suo habitat ideale che è rappresentato dalle pareti superficiali dell’apparato riproduttivo femminile, senza invadere i tessuti ed organi interni. Dal punto di vista biologico e medico, studi scientifici hanno dimostrato che lo stesso sia assai più frequente nelle persone con diabete e in quelle che hanno rapporti sessuali frequenti.

Lo streptococco agalactiae può colonizzare l’uretra dell’uomo ed anche la mucosa genitale della donna. Attraverso il rapporto sessuale avviene poi il contagio da donna a uomo, ma la trasmissione più preoccupante è quella che avviene tra madre e nascituro durante la fase del travaglio, poiché il suo sistema immunitario è ancora debole e per questo non è in grado di difendersi dall’aggressione del patogeno“, spiega Massimo Andreoni, Presidente della Simit (Società Italiana Malattie Infettive e tropicali). Le tipiche infezioni scatenate dallo Streptococco agalactiae nell’uomo sono polmonite, meningite, batteriemia, sepsi, mentre nei neonati può addirittura provocare danni cerebrali gravi ed in alcuni casi causare anche il decesso. Inoltre, questo patogeno può diventare opportunista nei soggetti che hanno un sistema immunitario profondamente debilitato come gli anziani, i pazienti immunodepressi e i soggetti che hanno il diabete o la cirrosi.
Gli streptococchi agalactiae transitano nel sangue, nei tessuti, negli organi dando vita ad infezioni: i neonati possono essere contagiati attraverso il passaggio nel canale vaginale del parto se nella cavità vaginale della neomamma questi batteri sono presenti. Questo può arrecare danni per la salute del piccolo, danni anche fatali con l’insorgenza di complicanze patologiche come polmonite, sepsi, e meningite. Ecco perché le donne in stato di gravidanza devono essere sottoposte a trattamenti antibiotici per evitare che il futuro nascitura venga terribilmente infettato. Lo stesso discorso vale per gli adulti non in gravidanza laddove si sviluppi un’infezione da streptococco agalactiae, ma in queste casistiche i rischi sono minori rispetto al neonato.

Per quanto concerne i sintomi, le donne incinte che sono affette da streptococco agalactiae sviluppano febbre, dolore addominale e bassa pressione sanguigna. L’infezione può causare perfino un aborto spontaneo, parti prematuri con decesso del nascituro. Nei soggetti adulti non in stato di gravidanza, lo streptococco provoca infezioni ematiche, polmonite, ascessi o osteomielite. Spesso i malati hanno febbre e dolori e possono soffrire di ipotensione e tosse. Infezioni e patologie delle vie urinarie e del canale vaginale possono sviluppare bruciore e prurito intimo.

Quali rimedi? Questi batteri sono molto sensibili agli antibiotici come la penicillina: il trattamento terapeutico varia dai 10 ai 14 giorni e può essere somministrata per via endovenosa. L’amoxicillina è il farmaco di prima scelta per rimediare ma si possono somministrare anche le cefalosporine di seconda generazione per 5-10 giorni.

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