Traffico rifiuti pericolosi: diversi arresti e sequestri
Traffico rifiuti pericolosi: diversi arresti e sequestri
Roma

Traffico rifiuti pericolosi: diversi arresti e sequestri

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Traffico rifiuti pericolosi: diversi arresti e sequestri

Un'operazione antimafia ha messo in manette poche ore fa diverse persone e fatto sequestrare una grossa quantità di rifiuti pericolosi a Roma.

Ancora problemi per i rifiuti a Roma. Sono tutt’ora in corso arresti e sequestri effettuati in seguito ad un’inchiesta sul traffico di rifiuti altamente pericolosi. L’operazione è effettuata dal nucleo speciale di intervento della Guardia Costiera, con la coordinazione della Direzione distrettuale antimafia di Roma. L’inchiesta è diretta a stroncare un traffico di rifiuti pericolosi diretti, via mare, dall’Italia verso paesi esteri.

Roma e traffico di rifiuti

L’operazione è tutt’ora in corso. È stato poco fa sgominato un grosso traffico di rifiuti pericolosi, che partiva da Roma, per toccare potenzialmente ogni angolo del globo terrestre. Il merito è di un’inchiesta, da tempo in atto, che ha messo in luce la situazione ecomafiosa nella Capitale. Sono diverse le persone coinvolte nel blitz e messe in manette. Numerosissimo è il materiale messo sotto sequestro dalle forze dell’ordine romane. Non sono ancora resi noti tutti i dettagli del caso, sicuramente ci saranno aggiornamenti ed approfondimenti nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

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Non una novità

Purtroppo questo non è un nuovo copione.

Qualche mese fa, a fine luglio, nella zona di Latina è stato scoperto un traffico di rifiuti pericolosi. Il procuratore aggiunto di Roma Michele Prestipino ha spiegato che “le indagini hanno evidenziato non soltanto il traffico di rifiuti ma anche forme di reinvestimento in attività economiche con i proventi derivanti da questa attività delittuosa”. L’inchiesta ha portato all’arresto di ben ventidue persone. È stata quindi sgominata un’organizzazione ecocriminale, con a capo un uomo di 53 anni ed il figlio di 22. Questi, da marzo 2016, utilizzavano come discarica abusiva per rifiuti tossici, una cava di pozzolana dismessa.

Tra gli indagati numerosi imprenditori delle province di Roma e Latina, molti dei quali operanti nel settore del recupero e dello smaltimento dei rifiuti. Oltre agli arresti i poliziotti hanno portato a termine anche diversi sequestri: società, quote societarie, fabbricati ad uso civile ed industriale e terreni per svariati milioni di euro.

Ecomafia

L’ecomafia è una bruttissima piaga, che va combattuta come sembra che si stia facendo.

Ormai, il problema dell’ambiente non può essere trascurato. Questi reati, in Italia, sono puniti dal 1991, quando per la prima volta vennero accertati. Nel nostro paese, lo smaltimento illegale di rifiuti tossici ha riguardato soprattutto la Campania, ma come dimostra questo caso, è diffuso anche altrove.

Il ruolo giocato dalle mafie “tradizionali” è generalmente molto importante nelle attività ecomafiose, ma spesso sono imprese private, amministratori locali e organi di controllo corrotti a costituire reti che compiono reati ambientali. Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici o di scorie nucleari, da parte di aziende che hanno ricevuto l’appalto per la loro depurazione, gestione e messa in sicurezza, è considerato da Legambiente il più lucroso e pericoloso campo di attività delle ecomafie.

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