Usa 2016, nuove accuse: legame fra Donald Trump e Putin

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Usa 2016, nuove accuse: legame fra Donald Trump e Putin

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Il candidato repubblicano Donald Trump sarebbe in qualche modo legato al leader russo Vladimir Putin. L’accusa del senatore dem.

Ci sarebbero concreti legami fra la campagna elettorale del candidato repubblicano alla presidenza Usa Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin. Ad affermarlo è stato il senatore democratico Harry Reid. Quest’ultimo, secondo quanto riportato dal Washington Post, avrebbe inviato una lettera al capo dell’FBI James Corney chiedendo spiegazioni in merito al comportamento assunto dal Bureau sulla questione.

Secondo Reid, infatti, l’FBI sarebbe da tempo in possesso di “informazioni cruciali” sul legame fra Vladimir Putin e la campagna elettorale di Donald Trump, ma starebbe mostrando forti “resistenze” ad informare l’opinione pubblica.

Le critiche al direttore dell’FBI James Corney

Su James Corney sono già piovute nei giorni scorsi forti critiche da parte del team elettorale di Hillary Clinton. Secondo alcune indiscrezioni, i documenti che hanno portato alla riapertura delle indagini relative all’email gate erano già in possesso dell’FBI all’inizio del mese di ottobre, ma si sarebbe atteso fino a pochi giorni fa, facendo esplodere il caso a circa una settimana dal voto del prossimo 8 novembre.

Sono in molti, negli Usa, a giudicare sospetta la tempistica dei fatti, ma James Corney ha evidenziato con prudenza che i documenti dovranno essere esaminati, e che al momento non si può dire se siano davvero “significativi”.

Legami fra Donald Trump e Vladimir Putin

In merito invece alle accuse mosse dal senatore Harry Reid, non si sono registrati commenti da parte di Donald Trump. Il tycoon, nei giorni scorsi, si è espresso senza freni definendo l’email gate di Hillary Clinton “il più grande scandalo politico dai tempi del Watergate”.

Dei legami fra Donald Trump e Vladimir Putin si è parlato molto negli ultimi mesi. Fra gli altri, lo ha fatto anche in prima persona Hillary Clinton. Mai però si era parlato di prove concrete, tanto meno del fatto che di queste prove l’FBI fosse già in possesso.

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