Venezia, oltre 30 le chiese abbandonate della città

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Venezia, oltre 30 le chiese abbandonate della città

In rovina dopo scavi archeologici
Chiesa con una buca sul pavimento.

A Venezia ci sono oltre 30 chiese completamente abbandonate o trasformate in spazi espositivi, le cui meraviglie non sono più perfettamente visibili, che meritano di essere riscoperte.

Edifici religiosi trasformati in spazi espositivi

Nella meravigliosa città di Venezia ci sono purtroppo oltre 30 chiese in abbandono pressocché totale o trasformate in spazi espositivi permanenti, ma non più fruibili per il culto o visitabili in quanto chiese. Le ha catalogate l’Università Iuav del capoluogo veneto, un ateneo statale che si occupa di architettura, design, teatro, moda, arti visive, urbanistica e pianificazione del territorio.

Citiamo per esempio la Chiesa di San Barnaba, da tempo uno spazio espositivo permanente a pagamento della ricostruzione di “macchine” realizzate da Leonardo da Vinci, ma la cui architettura non è più visibile al meglio come neanche i suoi preziosi dipinti, come la pala dei Santi Jacopo, Francesco ed Antonio Abate nello stile della scuola del Giorgione (Castelfranco Veneto, 1478 circa – Venezia, 1510 ), il dipinto La Sacra Famiglia, attribuito a Paolo Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 19 aprile 1588), due tele di Jacopo Palma il Giovane (Venezia, 1548/1550 – 14 ottobre 1628), ovvero L’Ultima Cena e La Salita al Calvario, e una pala raffigurante San Barnaba e Santi di scuola tizianesca.

Chiesa di San Barnaba a Venezia

Proseguiamo con la Chiesa di San Lio, quella di Sant’Antonin, la chiesetta di San Samuele e persino con una basilica, quella di San Giorgio Maggiore; poi la Chiesa della Maddalena e quella di San Gallo, che generalmente sono proprio chiuse al pubblico, e quella di San Fantin.

Tali edifici ospitano attualmente la Biennale Arti Visive, che coinvolge in parte il Museo Diocesano.

Le chiese completamente abbandonate

Parliamo ad esempio della Chiesa delle Terese, peraltro da anni al centro in una “disputa” tra la Curia e il Comune di Venezia. I suoi vetri sono rotti e l’interno è degradato da tempo.

Chiesa abbandonata

Poi c’è la chiesa – o per meglio dire ex chiesa – di San Lorenzo, nel cui pavimento permane una grossa buca dovuta a scavi archeologici fatti in passato. Il 25 settembre del 1984 qui era stata rappresentata la tragedia di Luigi Nono con testi di Massimo Cacciari Prometeo. Tragedia dell’ascolto, tratta da vari autori greci come Eschilo, che scrisse il Prometeo incatenato – rappresentata tra il 470 e il 460 a.C. -.
Ora la Chiesa di San Lorenzo è gestita dalla Fondazione con sede a Madrid Thyssen-Bornemisza, la quale dovrebbe trasformarla in un centro d’arte contemporanea. Altra chiesa veneziana abbandonata, è quella di San Giovanni Novo, in passato sede del Museo Virgilio Guidi (Roma, 4 aprile 1891 – Venezia, 7 gennaio 1984). Si trova a poca distanza da Piazza San Marco.

Possiamo continuare con Santa Maria del Pianto, che versa in precarie condizioni: in passato il Comune avrebbe voluto riservarla a funerali laici, ma la Curia non diede l’autorizzazione; poi c’è la Chiesa di Santa Maria in Valverde o della Misericordia, venduta a privati e da allora trasformata prima in un magazzino di souvenir veneziani, poi in un luogo espositivo, poi addirittura in una moschea da un artista islandese, prima che la Curia ne ordinasse la chiusura con l’approvazione degli abitanti e infine pure in discoteca. L’elenco di chiese lasciate in pessimo stato che potrebbero tornare ad impreziosire ulteriormente Venezia, potrebbe continuare.

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