Week- end: le città abbandonate da visitare COMMENTA  

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Craco in Basilicata
Veduta della "città fantasma" di Craco

minareto_consonnoSiete amanti dei viaggi e del brivido? Allora possiamo suggerirvi suggestive città fantasma (ghost towns) in cui trascorrere piacevoli week-end.

Per esempio in Lombardia c’è Consonno, una frazione del Comune di Olginate, in provincia di Lecco. Era un vecchio borgo, ma nel 1962 il Conte ed imprenditore Mario Bagno acquistò i suoi terreni dagli abitanti con il sogno di trasformare questo luogo nella Las Vegas italiana, una sorta di paese dei balocchi. In breve tempo sorsero alberghi di lusso, ristoranti, campi da golf, da tennis, luna park, zoo, night club ed un centro commerciale all’avanguardia. Tuttavia le ambizioni del nobile imprenditore si scontrarono nel 1967 con una terribile frana causata probabilmente dal forte impatto ambientale dei lavori, che risultarono non del tutto a norma. Ciò portò al definitivo isolamento e quindi alla fine del paese, che oggi è abbandonato e decadente. Gli unici edifici originali rimasti in piedi sono la chiesa del XIII secolo, il cimitero e la canonica. Così com’è, questo luogo è comunque interessante per fotografi e videomaker, attratti anche dai numerosi murales che conferiscono a Consonno una sorta di fascinoso degrado.


A chi vuole recarvisi, sarà utile sapere che l’ingresso è sbarrato, vietato alle auto, perciò sarà necessario raggiungere il borgo a piedi. Si vedono ancora i vecchi cartelli, come quello che assicura che “A Consonno è sempre festa”.

In Basilicata c’è Craco, in provincia di Matera. E’ forse la città italiana più famosa nel suo genere, dopo aver subito un progressivo e completo abbandono a causa di numerosi disastri naturali: una disastrosa frana nel 1963, un’alluvione nel 1972 ed infine e infine un terremoto nel 1980.


Questa località è talmente affascinante che ha catturato anche l’attenzione del mondo del cinema, diventando la location di famosi film come “La passione di Cristo” di Mel Gibson, “Agente 007 Quantum of Solace” di Marc Forster e “Basilicata coast to coast” del nostro Rocco Papaleo.


Il Comune di Craco ha organizzato nel 2011 un percorso di visita guidata sottoposto a rigorose norme di sicurezza, che permette di raggiungere il cuore della città, dove si trovano le rovine del castello e la vecchia chiesa.

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Ancora più a Sud abbiamo Pentedattilo, una frazione del Comune di Melito Porto Salvo, in Provincia di Reggio Calabria. Arroccata sulla rupe del Monte Calvario, nel 1783 ha subito un devastante terremoto che, come in altri casi, ne ha decretato l’abbandono.

Tuttavia oggi, grazie ad alcuni volontari, questo antico borgo sta lentamente risorgendo: nel centro storico sono state aperte botteghe artigiane per la vendita di prodotti locali, e nei mesi di agosto e settembre la città ospita addirittura un celebre festival internazionale di cortometraggi, il Pentedattilo Film Festival.

Qui cominciano arrivare turisti richiamati anche dalle suggestioni di una terribile vicenda avvenuta nel 1686: un barone, Bernardino Abenavoli, della vicina Montebello Ionico, per motivi sentimentali e di orgoglio che evocano la tragedia shakespeariana, massacrò la famiglia dei Marchesi Alberti di Pentedattilo, di cui gli Abenavoli erano ex feudatari. L’episodio è noto come la strage degli Alberti e si narra che nelle notti di luna piena, si odano ancora le urla agghiaccianti del capofamiglia Marchese Lorenzo Alberti mentre viene ucciso.

Fuori dall’Italia, invece, c’è per esempio il piccolo comune francese di Oradour-sur-Glane, nella regione del Limosino. Fu completamente raso al suolo dai nazisti nel 1944 e dopo la Seconda Guerra Mondiale, De Gaulle decise che non sarebbe mai più stato ricostruito per ricordare ciò che era avvenuto con l’occupazione tedesca e la Repubblica di Vichy.

Spostandoci in Belgio, abbiamo Doel, una località che si trova a mezz’ora di Anversa. Nel 2001 è stata acquistata da una società locale che ha spinto gli abitanti a lasciarla, presentando un progetto per ingrandire il porto. Lo stato di abbandono e di decadenza, ha attirato qui numerosi writer per le loro opere di street art.

Un’altra meta interessante è la ghost town cipriota di Famagosta, “scoperta” nel 1977 da un giornalista svedese, Jan-famagusta-cityOlof Bengtsson. Fu proprio lui il primo ad usare, descrivendo questo luogo, l’espressione inglese “ghost town”.

Ai tempi della visita di Bengtsson, Cipro aveva appena ottenuto l’indipendenza dalla Gran Bretagna, ma Famagusta, che era abitata soprattutto da greco-ciprioti, nel 1974 dovette fare i conti con un attacco da parte dell’esercito turco, a seguito del quale divenne zona militare e fu rapidamente abbandonata da coloro che ci vivevano. Questo stato di cose perdura ancora oggi.

Infine nell’Ucraina del Nord, a circa 110 km da Kiev, si può visitare Pripyat, abbandonata dopo il disastro nucleare di Cernobyl nel 1986. Addirittura suo parco giochi è stato abbandonato ancora prima di essere inaugurato.

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Craco in Basilicata
Costruzione abbandonata Consonno
Famagosta, Cipro
Pentedattilo, Reggio Calabria
"Città fantasma" francese
La "città fantasma" di Doel

 

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