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Afghanistan, protesta contro l’istruzione vietata alle bambine: “Non vado a scuola senza mia sorella”

In Afghanistan insorge la protesta contro il governo che ha annunciato la ripresa delle attività d'istruzione solo per i maschi.

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Ennesimo episodio di misoginia in Afghanistan: i talebani hanno vietato il diritto all’istruzione per le adolescenti di sesso femminile. Le proteste via social hanno fatto il giro del mondo.

Protesta in Afghanistan: negata l’istruzione alle ragazze

Dopo essere state a lungo chiuse per gli orribili disagi di Kabul, qualche settimana fa le classi dei bambini più piccolo hanno riaccolto maschi e femmine, senza differenze.

Toccava ora agli studenti più grandi, quelli delle superiori: milioni di ragazzi e ragazze aspettavano di tornare alle lezioni, invece la riapertura annunciata riguarderà solo i maschi.

Afghanistan: la protesta per il divieto all’istruzione

«Non andiamo a scuola senza nostra sorella». Queste le parole di protesta dei ragazzi afgani, che hanno espresso tutta la loro solidarietà nei confronti delle loro compagne di scuola.

Sui social sono stati migliaia i ragazzi che si sono opposti a questa assurda decisione, ed in particolare una foto ha fatto il giro del mondo, raffigurante 5 ragazzi che tengono in mano dei fogli che compongono la frase “Non andiamo a scuola senza nostra sorella”.

Protesta in Afghanistan: l’istruzione è un diritto

Tutti in Afghanistan – e non – si chiedono se questa rivolta avrà esito positivo e in molti hanno commentato sul web: «Le mie figlie non hanno chiuso occhio tutta la notte». «Ho promesso di far loro prendere la maturità, ma come?». «Avremmo dovuto correre in aeroporto il primo giorno e scappare lontano». 

Tutte queste domande non hanno ancora trovato risposta, ma le condizioni in Medio oriente non fanno ben sperare visto che la sede del Ministero delle Donne è diventata quella del Ministero per la prevenzione del vizio e promozione della virtù

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