La sparatoria avvenuta alla periferia di Foggia, nella zona del Quadrone delle Vigne, riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza criminale nel territorio. L’agguato, costato la vita ad un uomo e culminato con il ferimento di altre persone, evidenzia ancora una volta un clima di forte tensione legato a dinamiche familiari, regolamenti di conti e possibili interessi illeciti.
Un episodio che ha scosso profondamente la comunità foggiana e che resta ora al centro delle indagini della Procura.
Agguato di mafia a Foggia, sparatoria con un morto e tre feriti: chi è la vittima
Come riportato da Foggia Today, il bilancio della sparatoria avvenuta il 29 aprile nella zona del “Quadrone delle Vigne”, alla periferia di Foggia, è di un morto e almeno tre feriti.
La vittima pare sia Stefano Bruno, 33 anni, nipote di Gianfranco Bruno detto “Il Primitivo”, figura storicamente ritenuta vicina alla batteria dei Moretti della criminalità foggiana. Il conflitto a fuoco si sarebbe verificato in un casolare nelle campagne vicino a via Cerignola. Un uomo, ritenuto il presunto autore degli spari, si sarebbe allontanato a bordo di una Lancia Musa, venendo poi fermato poco distante: anche lui risultato ferito, ma non in modo grave.
Secondo una prima ricostruzione, intorno a mezzogiorno sarebbero stati esplosi diversi colpi d’arma da fuoco durante quello che gli investigatori ipotizzano possa essere stato un incontro legato ad affari illeciti oppure un regolamento di conti finito nel sangue. Sul posto, accanto all’auto fermata dalla polizia, è stata trovata una pistola calibro 9, probabilmente persa o lanciata durante la fuga. Le ambulanze del 118 e numerosi mezzi delle forze dell’ordine sono intervenuti immediatamente, mentre la strada è rimasta chiusa per diverse ore. Uno dei feriti, padre e fratello, sarebbe stato trasferito con l’elisoccorso, mentre un altro verserebbe in condizioni delicate.
Agguato di mafia a Foggia, sparatoria con un morto e tre feriti: indagini e reazioni istituzionali
Gli investigatori stanno analizzando testimonianze e immagini delle telecamere di videosorveglianza installate lungo via Cerignola per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e individuare eventuali altre persone coinvolte, forse rimaste ferite e poi fuggite. Come riportato dalla Voce del Patriota, sul caso è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra, componente della Commissione parlamentare Antimafia, che ha parlato di “un’allarmante escalation della violenza mafiosa sul territorio”. Nella sua nota ha aggiunto che “non può esserci alcuna zona grigia” e che è necessario sostenere “senza esitazioni il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura”. Il parlamentare ha inoltre sottolineato come l’agguato si inserisca in una fase particolarmente delicata per Foggia e per l’intera Capitanata, già segnata da recenti episodi di sangue che hanno profondamente colpito la comunità locale.