> > Amanda Lear rivela aneddoti su Dalì, Bowie e la sua opinione su Madonna

Amanda Lear rivela aneddoti su Dalì, Bowie e la sua opinione su Madonna

Amanda Lear rivela aneddoti su Dalì, Bowie e la sua opinione su Madonna

Amanda Lear ha condiviso storie inedite su Salvador Dalì, David Bowie e la sua opinione su Madonna durante un incontro in Versilia

Nel corso della sua carriera, Amanda Lear ha avuto l’opportunità di lavorare con alcuni dei più grandi artisti del secolo scorso. Durante un evento a Versilia Cult di fronte al Palazzo Mediceo di Seravezza la star ha condiviso alcuni aneddoti inediti su Salvador DalìDavid Bowie e il suo rapporto con Madonna.

Amanda Lear e l’ispirazione di Madonna

Tra i temi affrontati durante l’incontro, uno dei più interessanti riguarda il rapporto tra Amanda Lear e Madonna. La cantante ha infatti dichiarato che la regina del pop si sarebbe ispirata ai suoi look degli anni ’70 per l’album Confessions On a Dancefloor del 2005. “Dovete capire che Madonna è una molto furba, lei ha capito che il look disco giusto era questo, come il mio, ai tempi andava molto questa pettinatura alla Farrah Fawcett.

Non è la prima volta che la cantante britannica fa riferimento a questa somiglianza. Già nel 2005, durante un’intervista alla trasmissione francese On Ne Peut Pas Plaire à Tout le Monde aveva dichiarato: “Guardate le mie foto di molti anni fa… è singolare pensare che oggi, la più grande star al mondo, Madonna, è costretta a imitare la mia acconciatura”.

Nel 2026, durante un’intervista a Belve Amanda Lear ha lanciato una frecciatina alla popstar: “A un certo momento ero invidiosa di Madonna. Perché mi dicevo, ‘ma questa donna, mi dispiace, ma non è questo granché’. Poi l’ho vista varie volte sul palco e devo dire che è una brava showgirl, cantante no, ma showgirl sì”.

Il film flop con Adriano Celentano

Durante l’incontro in Versilia, Amanda Lear ha anche parlato del suo primo film girato in Italia, Zio Adolfo in arte Führer del 1978, diretto da Adriano Celentano. La cantante ha ammesso che si tratta di uno dei progetti meno riusciti ai quali ha lavorato: “Ci sono cose del mio passato che non rifarei. Ho fatto dei programmi che non mi piacevano per nulla, ma anche dei film, ma questo si fa per pagare l’affitto. Purtroppo è così. Ho fatto un film con Adriano Celentano che era un disastro. Nessuno l’ha visto comunque”.

La pellicola, oltre ad essere stata un flop, ha anche avuto dei problemi legali dovuti ai diritti di uno dei brani che Amanda Lear aveva cantato. “Adriano Celentano è molto superstizioso. Il mio colore preferito è il viola, mi vesto spesso viola dalla testa ai piedi. In Italia ho scoperto successivamente che per molti porta jella. Sono arrivata per girare il film, che avevo questo look totalmente viola. La mia parte era quella di una cantante tedesca che cantava Lili Marlene. Un giorno ci sono arrivati dei documenti dalla Germania, perché Fassbinder aveva acquistato i diritti della canzone Lili Marlene. Ci è stato proprio detto che non avevamo alcun diritto di cantare il pezzo nel film. Per noi non è stato facile, abbiamo dovuto rifare il film usando un’altra canzone. Il film ha fatto un tonfo abissale e Celentano ha detto che era tutta colpa mia”.

Una simile stroncatura per Zio Adolfo in arte Führer Amanda Lear l’aveva già fatta in passato, definendo il film come orrendo: “Un mio rimpianto è il primo film girato in Italia. Zio Adolfo in arte Führer. Un disastro. Interpretavo una cantante tedesca alla Dietrich, ma Celentano, superstizioso, si convinse che Marlene porta sfortuna, poi ha dato la colpa a me e al mio vestito viola del flop. Il film era orrendo”.

Nonostante le critiche, Amanda Lear rimane una figura iconica nel mondo dello spettacolo, capace di raccontare con ironia e sincerità i suoi ricordi e le sue esperienze.

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