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Anna, serie TV Netflix: streaming, cast, data uscita

Alcune informazioni di base su Anna, la nuova serie Netflix prodotta in Canada a partire dal celebre romanzo Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery.

Anna

Dal romanzo alla (anzi, alle) serie

Erroneamente considerato un classico per ragazzi, Anna dai capelli rossi – conosciuto anche come Anna dei tetti verdi o Anna dei verdi abbaini, quest’ultimo traduzione letterale del titolo originale Anne of Green Gables – della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery era stato inizialmente pensato dall’autrice come opera letteraria per tutte le età. E malgrado la stessa Lucy Maud Montgomery si fosse già specializzata in produzioni letterarie per l’infanzia, all’epoca era sua ferma intenzione fare di questa sua opera un prodotto letterario intergenerazionale, dedicato precipuamente al dialogo fra giovani e adulti; una sorta di filiazione della migliore letteratura educativa di tradizione puritana e statunitense, ma con un’impronta in qualche modo più adulta.

Speranza, a conti fatti, vana: pubblicato per la prima volta nel 1908, Anna dai capelli rossi divenne uno dei classici per ragazzi per eccellenza della allora già florida letteratura nordamericana, e la sua autrice paragonata alla Louisa May Alcott di Piccole donne (e vari seguiti) e alla quasi coeva Eleanor Hodgman Porter di Pollyanna (anche questo con un seguito ufficiale in curriculum).

Uno status che ha permesso all’opera letteraria – a sua volta beneficiato di ben sette seguiti, l’ultimo dei quali vedeva Anna/Anne ormai madre, con i figli impegnati al fronte nel corso della Prima guerra mondiale – di riverberare il proprio successo un po’ su tutti i media, anche se è stata soprattutto la televisione a traghettare un’opera di inizio Ventesimo secolo fino alle generazioni cresciute a cavallo della fine dello stesso o persino nati dopo quest’ultima.

Il primo riferimento è, ovviamente, all’anime Anna dai capelli rossi (Akage no An in originale) piccolo capolavoro del genio dell’animazione giapponese Isao Takahata – il principale maestro di Hayao Miyazaki -; mentre il secondo riguarda la nuova serie Anna, che la showrunner Moira Walley-Beckett (già nel team di sceneggiatori di Breaking Bad, il che rappresenta un biglietto da visita di tutto rispetto, ancorché decisamente lontano dalle atmosfere di questo suo nuovo lavoro) ha tratto dal romanzo, la cui programmazione televisiva canadese è già iniziata da oltre un mese, mentre quella internazionale partirà a breve su Netflix.

Anna: data di uscita

La vicenda è quella ben nota ai frequentatori dell’anime (non ci spingiamo a chiamare in causa i lettori del romanzo).

Verso la fine del Diciannovesimo secolo, l’orfanella Anna (Anne in originale), originaria di Bolinghroke, nella Nuova Scozia – Canada orientale -, dopo varie vicissitudini e ingaggi precari come baby sitter ante-litteram presso alcune povere famiglie del circondario, dall’orfanotrofio finisce nella casa dei fratelli Matthew e Marilla Cuthbert. Il primo è ormai anziano, con un cuore sempre più malfermo e senza figli, e aveva fatto espressa richiesta all’orfanotrofio di un maschio, con lo scopo di farsi aiutare nel duro lavoro in campagna, ma per un equivoco gli è stata recapitata l’undicenne Anna. Ciò malgrado, il vecchio Matthew rimane conquistato dall’allegria e dallo spirito sognatore della ragazzina, al contrario della più austera sorella Marilla, che solo in seguito riuscirà ad affezionarsi alla ragazzina.

Le vicende del trio principale, e dei personaggi che di volta in volta si affacciano sul proscenio della narrazione, oscillano tra il patetico e l’edificante.

Anna e i suoi genitori adottivi vengono sottoposti a prove durissime, e la stessa protagonista, malgrado il suo incrollabile ottimismo e il suo desiderio di emanciparsi attraverso lo studio – nella quale si distingue ed eccelle, fino a ottenere una borsa per proseguire gli studi lontano da casa -, sarà costretta a prendere delle decisioni che determineranno in maniera fatale il suo futuro. In questo senso, Anna si colloca all’interno di una scuola narrativa di matrice puritana (la stessa, a ben vedere, dei già citati Piccole donne e Pollyanna), in cui sono la rinuncia e il sacrificio, uniti a una fede apparentemente incrollabile, a orientare le vite dei personaggi. Il contatto con la morte è presente e persino invasivo, e a sua volta determina molte delle svolte narrative del romanzo (e dunque della serie).

Distribuito in patria dalla rete canadese CBC Television dal 19 marzo 2017 (e giunto ormai quasi alla conclusione, la prima stagione dura infatti otto puntate), Anna sarà disponibile sulla piattaforma Netflix a partire dal prossimo 12 maggio: sarà quella la data del debutto della serie al di fuori dei patrii confini e a livello internazionale.

Anna: cast

Non è un cast di grandi nomi, quello di Anna, ma piuttosto un florilegio di attori dalla solida professionalità, e soprattutto in possesso delle facce giuste per rappresentare il Nordamerica rurale della fine dell’Ottocento. La piccola protagonista è interpretata dalla sedicenne canadese Amybeth McNulty, famiglia originaria dell’Irlanda e poche esperienze sul set prima di questa. Matthew Cuthbert è invece interpretato dal veterano attore canadese R.H. Thomson, quasi quaranta anni di carriera spesi tra cinema, TV e teatro. Infine, nei panni di Marilla Cuthbert si è infilata l’inglese Geraldine James, a sua volta attiva da circa quattro decenni e con circa un centinaio di titoli in curriculum fra cinema e televisione: è probabilmente il suo il nome più illustre, almeno a livello di curriculum, del cast. Completano quest’ultimo i giovani Aymeric Jett Montaz, Christian Martyn, Dalila Bela e Corinne Koslo.

Nutrito anche il cast di registi, che include la neozelandese Niki Caro (pregiata regista di cinema sin dai tempi del piccolo cult La ragazza delle balene: con lei dietro la macchina da presa, ad esempio, Charlize Theron conquistò uno dei suoi Oscar grazie all’interpretazione in North Country) gli inglesi David Evans e Sandra Goldbacher, le canadesi Patricia Rozema (ex regista indipendente di origini spagnole), Helen Shaver (molto attiva anche come attrice, sia al cinema che in TV), Paul Fox e Amanda Tapping.

Anna: streaming

Come abbiamo già avuto modo di dire, tutte le serie Netflix sono disponibili in streaming inizialmente, e fino a nuova disposizione della serie, solo sulla summenzionata piattaforma, a meno di non voler ricorrere allo streaming illegale (pratica che sconsigliamo vivamente, sia per non incorrere in sanzioni, sia per non correre il rischio di infettare i propri dispositivi di malware, adware e trojan, che spesso si annidano in questi portali dall’equivoca scaturigine).

D’altronde, proprio la piattaforma Netflix è il modo qualitativamente più valido per godere della serie nella sua pienezza fotografica e di suono, oltre all’accesso esclusivo ai numerosi paratesti disponibili per gli utenti del servizio.


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