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Armi Usa in Turchia: Mosca preoccupata per un eventuale invio a Kiev

Armi Usa in Turchia: Mosca preoccupata per un eventuale invio a Kiev

La Russia ha espresso preoccupazione per un possibile trasferimento di armi dagli Stati Uniti alla Turchia e poi a Kiev. Scopri perché Mosca vede questo come un danno alle relazioni bilaterali e quali sono le implicazioni di questo potenziale invio di munizioni.

La Russia ha richiesto spiegazioni agli Stati Uniti e alla Turchia riguardo a possibili piani di trasferimento di un arsenale significativo di armi e munizioni statunitensi, attualmente detenute in Turchia, verso Kiev. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che un tale trasferimento causerebbe gravi danni alle relazioni bilaterali con Washington e Ankara.

La Turchia ha richiesto l’autorizzazione degli Stati Uniti per inviare all’Ucraina decine di migliaia di proiettili d’artiglieria e razzi a munizioni a grappolo, prodotti sotto licenza statunitense nel 1987. Questi ordigni, che non sono coperti dalla Convenzione sulle Munizioni a Grappolo del 2008, rappresentano una preoccupazione significativa per le organizzazioni per i diritti umani.

Le munizioni a grappolo e i rischi per i civili

Né gli Stati Uniti né la Turchia hanno firmato la Convenzione sulle Munizioni a Grappolo del 2008, che vieta l’uso, la vendita e l’esportazione di armi che disperdono submunizioni esplosive su un’ampia area. Secondo Human Rights Watch circa il 40% di queste submunizioni non esplodono al momento della dispersione, trasformandosi in mine antiuomo di fatto che possono ferire i civili anche dopo la fine del conflitto.

Gli Stati Uniti hanno mantenuto una moratoria annuale sull’esportazione di munizioni a grappolo dal 2009 al 2026, quando il presidente Joe Biden ha bypassato questa regola per trasferire le armi all’Ucraina. Questo trasferimento potrebbe includere oltre 10 milioni di submunizioni tra cui razzi e proiettili d’artiglieria prodotti decenni fa.

Le implicazioni diplomatiche e militari

La richiesta di trasferimento include tre tipi di munizioni a grappolo: M39 ATACMSM26 e M509A1 per un totale di oltre 10 milioni di submunizioni. La Turchia ha anche proposto di vendere i suoi 12 lanciatori multi-barrel M270 come parte di un accordo del valore di 256 milioni di dollari.

Le munizioni a grappolo sono intrinsecamente indiscriminate e hanno una storia di creare pericoli mortali per i civili. La loro dispersione su un’area ampia e imprecisa, combinata con un alto tasso di fallimento, lascia dietro di sé numerose submunizioni inesplose che diventano mine antiuomo. Questo rende il loro uso difficile da conciliare con il divieto di attacchi indiscriminati contro i civili, che può costituire un crimine di guerra.

La Russia vede questo potenziale trasferimento come una minaccia alle sue relazioni con gli Stati Uniti e la Turchia. La portavoce Zakharova ha sottolineato che un tale trasferimento avrebbe serie conseguenze sulle relazioni bilaterali. Mentre gli Stati Uniti non hanno aderito alla Convenzione sulle Munizioni a Grappolo, hanno mantenuto una moratoria annuale sull’esportazione di queste armi fino al 2026, quando il presidente Biden ha deciso di bypassare questa regola per supportare l’Ucraina.

La situazione rimane complessa, con implicazioni sia diplomatiche che umanitarie. Le prossime mosse di Washington e Ankara saranno cruciali per determinare l’esito di questo potenziale trasferimento di armi.

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