> > Arrestato Yegor Guzenko: il blogger che sfidava Putin e la guerra in Ucraina

Arrestato Yegor Guzenko: il blogger che sfidava Putin e la guerra in Ucraina

Arrestato Yegor Guzenko: il blogger che sfidava Putin e la guerra in Ucraina

Yegor Guzenko, soldato-contract e blogger militare russo, è stato posto in detenzione preventiva per due mesi. Scopri perché il Cremlino lo ha silenziato.

In un paese dove la critica al potere è sempre più pericolosa, la storia di Yegor Guzenko, noto anche come Thirteenth ha fatto scalpore. Questo 31enne blogger militare e soldato-contract è stato recentemente posto in detenzione preventiva per due mesi, dopo essere stato arrestato con l’accusa di incitamento all’odio.

Guzenko, con quasi 230.000 follower sul suo canale Telegram, è noto per le sue critiche aperte alla gestione della guerra in Ucraina da parte del Cremlino.

Le sue parole, spesso senza filtri, lo hanno reso una figura controversa ma amata da molti.

Le accuse e le conseguenze

Le accuse contro Guzenko includono incitamento all’odio un reato che può comportare fino a sei anni di carcere. Inoltre, potrebbe affrontare anche accuse di estremismo anche se i dettagli non sono ancora chiari.

La sua detenzione è stata decisa dopo che è stato inserito nella lista dei ricercati per aver abbandonato il suo posto all’interno della sua unità militare.

La sua storia è complessa e piena di colpi di scena. Guzenko aveva firmato un contratto con il Ministero della Difesa russo dopo un precedente arresto nel 2026 quando era stato accusato di aver aggredito un funzionario governativo.

Ma la sua carriera militare è stata segnata da continue critiche al potere.

Le critiche a Putin e alla gestione della guerra

Guzenko non ha mai avuto paura di esprimere le sue opinioni. Nel 2026 aveva pubblicato una serie di video in cui criticava aspramente il presidente Vladimir Putin e i vertici militari per aver atteso fino al 2026 per lanciare l’invasione su larga scala dell’Ucraina, invece di farlo già nel 2014 quando i separatisti filorussi avevano iniziato a combattere nell’Ucraina orientale.

In un altro video, pubblicato ad aprile aveva criticato Putin per i blackout di internet mobile. Dopo questo episodio, il suo canale Telegram aveva riferito che era stato inviato in prima linea. Alcuni, come il giornalista ucraino Denys Kazansky hanno affermato che questo trasferimento fosse una punizione per il suo presunto uso eccessivo di droghe. Tuttavia, queste affermazioni non sono state verificate.

Un contesto di repressione

L’arresto di Guzenko non è un caso isolato. Negli ultimi anni, le autorità russe hanno arrestato numerosi blogger filoguerra e ultranazionalisti che hanno osato criticare pubblicamente Putin. Questo trend riflette un clima di crescente repressione contro chiunque osi sfidare il potere.

La storia di Guzenko è un esempio lampante di come il governo russo stia cercando di silenziare le voci dissidenti anche all’interno delle stesse forze armate. Il suo caso solleva importanti domande sul futuro della libertà di espressione in Russia e sul destino di coloro che osano sfidare il sistema.

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