Quali sono le arti marziali più forti, efficaci e violente
Quali sono le arti marziali più forti, efficaci e violente
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Quali sono le arti marziali più forti, efficaci e violente

Arti marziali

Esiste una grande varietà di arti marziali e discipline di autodifesa. Qui le più importanti.

Arti marziali, sport da combattimento, discipline di autodifesa. Dall’oriente si sono oggi diffuse a macchia d’olio anche in occidente, dove sono praticate da un numero sempre più alto di persone.

Arti marziali, tecniche di lotta e autodifesa

Nelle palestre di tutto il mondo è possibile scegliere tre una grandissima varietà di arti marziali e tecniche di lotta e autodifesa. Alcune sono relativamente semplici, altre più sofisticate e impegnative. Molte discipline di combattimento sono concepite per la lotta corpo a corpo a carattere prettamente sportivo. Altre discipline vengono utilizzate per recare danno a un dirimpettaio, generalmente un aggressore. La grande diffusione delle arti marziali rende necessario scegliere con attenzione la più giusta da praticare. In tale scelta bisogna tener conto anche del livello di violenza che si desidera affrontare.

Varietà di arti marziali

La Krav Maga, sviluppata dall’esercito israeliano, è una tecnica di lotta corpo a corpo estremamente aggressiva. E’ caratterizzata da una brutalità “chirurgica”. Essenziale e per nulla coreografica, miscela tecniche mutuate dalle arti marziali orientali a mosse prelevate dalla lotta di strada fra gang.

L’unico scopo è sopraffare l’avversario anche se armato. Consta di due fasi: disarmo e offesa. Non si va troppo per il sottile: non si lotta per sport ma per sopravvivere. Per tale motivo è lecito anche colpire le parti sensibili del corpo, compresi occhi, gola e genitali.
Arte marziale di origine coreana, il Taekwondo ha conquistato grande popolarità nel Ventesimo secolo grazie alla spettacolarità coreografica delle sue mosse. In realtà, ha anche una forte componente di brutalità, dato che insegna a sferrare violenti calci di taglio su ossa e articolazioni.

Il Jeet Kune Do, l’arte marziale di Bruce Lee, è un ibrido di diverse discipline orientali mescolate a tecniche di combattimento di strada di origine occidentale. Scopo di tale disciplina è prevalere sull’avversario nel più breve tempo e utilizzando il minor numero di mosse possibile. A differenza delle precedenti, ha anche una filosofia ben precisa nel suo background.

Sport da combattimento

Il Vale tudo, nato in Brasile, è uno sport da combattimento che mutua mosse da quasi tutte le arti marziali tradizionali. Il regolamento scarno non lascia spazio a dubbi. Si può colpire qualsiasi parte del corpo con qualsiasi altra parte del corpo (occhi esclusi, genitali compresi). Non vengono usate protezioni eccetto la conchiglia per i genitali. Non ci si ferma neanche in caso di sanguinamento dell’avversario.
L’MMA, Mixed Martial Arts, è l’evoluzione del Vale tudo. Contempla tecniche di percussione – calci, pugni, ginocchiate, gomitate – e di presa. Rispetto al Vale tudo c’è qualche differenza. Sono vietati calci e ginocchiate alla testa. Sono consentite le gomitate, con differenze che variano di federazione in federazione.
Variazione dell’originale giapponese, il Jiu jitsu brasiliano si distingue per la brutalità delle prese. Si sviluppa sul principio che una persona più debole può prevalere su una più forte semplicemente utilizzando la giusta tecnica di presa.

La boxe thailandese o Muay thai è caratterizzata da calci a piedi nudi e da tecniche di clinch (la presa della parte superiore del corpo). Estremamente spettacolare malgrado l’essenzialità, si sostanzia su una grande varietà di mosse. Esistono 26 varietà di calci.

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