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L’assurdità di permetterci di andare all’estero e chiuderci in casa in Italia

Invece di dare un contentino al nostro settore turistico ormai allo stremo, non è meglio studiare politiche intelligenti per tutelare il nostro Paese e la nostra economia?

turismo editoriale nuzzi

Ormai lo sapete. A Pasqua saremo in zona rossa e non si potrà andare da nessuna parte in Italia, ma all’estero si può andare, eccome. Si può salire su un aereo, su un treno, su un’auto e raggiungere qualsiasi meta all’interno dell’Unione Europea.

Questa cosa ha fatto incazzare non poco chi vive di alberghi e ristoranti ed è in qualche modo legato alla filiera del turismo nazionale.

E allora cos’ha fatto il nostro governo? Ha introdotto il tampone in ingresso e in uscita e 5 giorni di quarantena per chiunque andrà all’estero a godersi qualche giorno di vacanza. Ma è così che si ragiona? Questi tamponi non hanno alcuna valenza sanitaria, sono semplicemente un contentino al nostro comparto turistico italiano che è ormai allo stremo.

E allora non sarebbe meglio studiare delle politiche turistiche nazionali intelligenti per tutelare la nostra economia, per tutelare quei punti di Pil che ci arrivano da chi lavora grazie alla bellezza del nostro Paese?

È tutto sbagliato. Si punisce chi va all’estero e non si aiuta chi sta in Italia. Apriamo le strutture, apriamole in maniera intelligente e razionale. Ma, per favore, non mettiamo il tampone come semaforo per evitare l’esodo e aiutare le economie straniere.

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