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Borse europee guadagnano, petrolio sotto i 100 dollari

Borse europee guadagnano, petrolio sotto i 100 dollari

Il FTSE MIB segna +0,87% grazie al ribasso del petrolio e alla flessione dei rendimenti obbligazionari, mentre le Borse di Londra, Parigi e Francoforte registrano guadagni.

Nel pomeriggio di 30 settembre i mercati azionari europei hanno chiuso in positivo, spinti da un declino del prezzo del petrolio e da un allentamento dei rendimenti obbligazionari. A Milano il FTSE MIB è salito dello 0,87% trainato da titoli energetici e bancari, mentre le principali borse continentali hanno registrato incrementi simili.

Performance delle azioni italiane: i protagonisti del giorno

Tra i titoli più dinamici, Inwit ha guadagnato il 3,5% e Mps è cresciuto del 2,34%. Le quattro grandi banche italiane sono rimaste in zona positiva: Intesa Sanpaolo +1,2%, Bper +1,5%, Banco BPM +0,1% e Banca Generali +0,6%, con Generali allo stesso livello. Al contrario, Tim ha subito un forte ribasso del 3,6% mentre Poste è aumentata dello 0,8%. Il comparto energetico è rimasto fragile: Eni -1,16%, Saipem -1,7% e Tenaris -2,8%.

Anche il settore difesa ha registrato perdite, con Leonardo -2,2% e Fincantieri -3,55%.

Movimenti al di fuori del listino principale

Nel segmento secondario, il piccolo Fidia ha registrato una sorprendente crescita del 35% mentre Recordati si è adeguata alla nuova offerta a 53 euro, con un rialzo dell’1,7%. Questi dati evidenziano come il contesto più ampio del mercato abbia favorito sia le grandi realtà sia le realtà più speculative.

Fattori di fondo: petrolio, obbligazioni e politica francese

Il Brent si è attestato a 99,24 dollari dopo che l’Arabia Saudita ha ridotto i prezzi, segnalando un mercato meno teso. Un analista ha commentato: “I prezzi del petrolio rimangono contenuti e i tassi si stanno stabilizzando”. Parallelamente, i rendimento dei titoli di Stato europei hanno registrato un rally, guidato dalla Francia, dove la proposta della candidata Marine Le Pen di ridurre il deficit al di sotto del 3% del PIL entro il 2032 ha sostenuto la fiducia degli investitori. Un secondo intervento ha sottolineato: “Tutto ciò che aiuta gli investitori a ridimensionare le aspettative sui rialzi dei tassi di interesse favorisce la fiducia, a patto che la crescita economica continui a essere percepita come solida”.

Reazioni delle principali borse europee

Le controriforme positive si sono riflesse anche a Londra (+0,4%), Parigi (+0,42%) e Francoforte (+0,77%). Madrid ha guadagnato lo 0,6% con gli analisti che hanno evidenziato la solidità dei fondamentali spagnoli e la minore influenza della politica sui differenziali di rendimento. Nel frattempo, i future sull’EuroStoxx 50 hanno registrato guadagni del 0,6% il 30 settembre e del 0,37% il 6 ottobre, mentre i contratti sul FTSE MIB hanno incrementato rispettivamente lo 0,20% e lo 0,32%.

Prospettive per la settimana successiva

Gli investitori attendono il dato sull’inflazione PCE previsto al 3,7% e la crescita del PIL USA del secondo trimestre, stimata in 1,5% rispetto al 2,1% del trimestre precedente. In Europa, i numeri di Italia e Germania saranno al centro dell’attenzione, insieme alle evoluzioni dei rendimenti obbligazionari, ancora vicini ai massimi pluriennali. Nel frattempo, il prezzo del petrolio WTI per novembre è sceso allo 0,79% a 88,72 dollari mentre il Brent di dicembre si è fissato a 99,64 dollari. Questi segnali suggeriscono una continuazione del profilo di mercato favorevole per le azioni, a condizione che la volatilità geopolitica, in particolare le tensioni tra USA e Iran, non riprenda vigore.

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