> > Cadavere in un sacco nero e camera mortuaria nel degrado: la versione dell’Asp

Cadavere in un sacco nero e camera mortuaria nel degrado: la versione dell’Asp

Cadavere in un sacco nero e camera mortuaria nel degrado: la versione dell’Asp

Palermo, cadavere in un sacco nero nella camera mortuaria tra mosche e degrado: la denuncia fa scattare i controlli dei Nas.

Una situazione di forte degrado all’interno della camera mortuaria dell’Hospice Asp di via Gaetano La Loggia, a Palermo, ha spinto una famiglia a rivolgersi ai carabinieri. Accanto alla salma della madre, morta sabato 22 agosto, i parenti hanno trovato il cadavere di un altro paziente, deceduto il giorno precedente, chiuso in un sacco nero e senza bara.

Le condizioni della stanza, tra cattivi odori, mosche e liquidi fuoriusciti dal sacco, hanno portato alla denuncia e al successivo intervento dei Nas.

Cadavere in un sacco nero nella camera mortuaria tra liquidi e cattivi odori: la denuncia choc

La vicenda è iniziata dopo la morte di una 64enne, trasferita da Villa Sofia all’Hospice per ricevere cure palliative nell’ultima fase della malattia.

Quando i figli sono entrati nella camera mortuaria per sistemare la madre in vista del funerale, hanno avvertito un forte odore e notato la presenza dell’altra salma, già in avanzato stato di decomposizione.

Con il trascorrere delle ore la situazione, secondo il loro racconto, sarebbe ulteriormente peggiorata. «Nessuno sembra sapere di chi sia quel corpo o perché si trovi lì in quelle condizioni», hanno denunciato i familiari a PalermoToday.

Domenica, sotto il sacco, sarebbe comparsa una chiazza di liquido misto a sangue, mentre sul pavimento sarebbero stati sistemati alcuni cartoni per assorbirla. «La scena è stata raccapricciante», hanno raccontato, segnalando anche la presenza di numerose mosche e un odore percepibile già dall’esterno. Da qui la decisione di rivolgersi ai carabinieri, denunciando un possibile rischio igienico-sanitario.

Cadavere in un sacco nero nella camera mortuaria: il sopralluogo dei Nas e la replica dell’Asp

Dopo tre giorni di segnalazioni, i Nas avrebbero effettuato un sopralluogo nella struttura. Nel frattempo l’Asp ha ricostruito l’iter seguito per l’uomo, morto venerdì 21 agosto e privo di familiari. Secondo quanto dichiarato, l’azienda sanitaria si sarebbe inizialmente rivolta al suo Comune di residenza per attivare le procedure previste per le persone indigenti, ma l’ente non avrebbe avuto gli strumenti necessari. È stato quindi coinvolto il Comune di Palermo, dotato delle relative convenzioni.

L’Asp ha inoltre riferito, come riportato da Palermo Today, di aver provveduto alla disinfezione della camera mortuaria e alla preparazione dei documenti necessari, tra cui certificato necroscopico, certificato di abbandono della salma e autorizzazione al trasporto. La procedura si è infine conclusa nel tardo pomeriggio di lunedì 24 agosto: poco dopo le 18 il corpo è stato prelevato e trasferito al cimitero dei Rotoli.

Resta la protesta della famiglia della 64enne, che ha descritto quei giorni come un’esperienza dolorosa e priva della necessaria dignità: «Costretti a salutare nostra madre tra mosche e un degrado che toglie la dignità persino alla morte».

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