Nella serata del 15 agosto, un clamoroso furto d’arte ha colpito il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina (MuMe), uno dei più importanti musei della Sicilia. I ladri sono riusciti a eludere i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza, portando via quattro preziose opere attribuite al maestro Antonello da Messina.
Il MuMe, inaugurato nel giugno 2017, è un punto di riferimento per l’arte e la cultura messinese.
Situato nell’area delle rovine del cinquecentesco monastero basiliano del San Salvatore dei Greci distrutto dal terremoto del 1908, il museo ospita una ricca collezione di opere che testimoniano la storia e la cultura artistica di Messina, dal popolamento preistorico nel IV millennio a.C. al XIX secolo.
Le opere trafugate e la reazione delle autorità
I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà estratta e asportata direttamente dall’interno di una teca blindata. La direttrice del museo, Marisa Mercurio ha espresso il suo sconcerto: «Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina.
Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell’arte».
Il Comune di Messina attraverso il sindaco Federico Basile ha espresso profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto. «Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole», ha dichiarato Basile, sottolineando che le opere appartengono alla storia della città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso.
La storia del MuMe e il suo valore culturale
Il MuMe, intitolato a Maria Accascina una delle figure più rappresentative della storiografia artistica siciliana, è conosciuto in tutto il mondo per i capolavori di Antonello da Messina e di Caravaggio. Le sue collezioni, provenienti per la maggior parte dalla città pre-terremoto, testimoniano i rapporti e gli scambi che sin dalle origini interessarono Messina, grazie alla posizione strategica del suo porto naturale.
La storia del museo è lunga e complessa. Dal 1911, l’ottocentesca Filanda Mellinghoff rimasta integra e tuttora parte dell’ampio complesso museale, ospitò le opere provenienti dai primi ricoveri, divenendo sede del museo nazionale fin dalla sua istituzione nel 1914. Dopo i danni causati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, fu Maria Accascina a riordinare il museo, riaprendolo nel 1954 con un progetto museografico moderno.
Le indagini in corso e la speranza di recupero
Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell’effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili. La Direzione del MuMe ha disposto la chiusura del museo al pubblico nella giornata di oggi per consentire lo svolgimento dei sopralluoghi e tutelare l’area interessata dalle indagini.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli ha espresso il suo sconcerto e dispiacere per il furto, assicurando la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali. «Confido, come sempre, nell’operato delle forze di sicurezza», ha dichiarato Giuli, auspicando che le opere possano essere recuperate e restituite quanto prima alla città.
La speranza è che le indagini possano portare presto alla cattura dei responsabili e al recupero delle opere trafugate, un patrimonio inestimabile per la cultura e l’identità di Messina.
