Le indagini sull’esplosione avvenuta a Monaco hanno portato all’identificazione di Anastasia Berezovska una cittadina ucraina di 39 anni. Le autorità hanno emesso un mandato internazionale di cattura e disperso ricerche estese in più Paesi dopo che elementi di videosorveglianza e testimonianze hanno ricostruito i movimenti nei minuti e nei giorni precedenti l’evento.
Le attività investigative hanno concentrato l’attenzione sui trasporti, sui punti di passaggio transfrontalieri e su filmati che ritraggono una persona che si è presentata inizialmente in modo ingannevole agli occhi dei testimoni.
Le autorità coinvolte hanno dichiarato di aver raccolto elementi che suggeriscono la presenza di collaboratori o di una rete organizzata dietro l’azione.
Percorso di fuga e tappe ricostruite dagli inquirenti
Secondo la ricostruzione investigativa, la sospettata ha abbandonato il luogo dell’esplosione a piedi e ha raggiunto Beausoleil il comune francese al confine con il Principato di Monaco, dove avrebbe recuperato un’automobile noleggiata in Germania con targa tedesca.
Con quel veicolo la donna è poi transitata verso l’Italia, probabilmente attraverso la zona di Ventimiglia per poi proseguire verso la Svizzera e rientrare in Germania.
Elementi tecnici a sostegno del percorso
La ricostruzione si basa su una serie di registrazioni di videosorveglianza urbana e su riprese di luoghi pubblici e privati che hanno permesso di seguire gli spostamenti del veicolo e della persona sospettata.
Gli investigatori hanno anche effettuato perquisizioni mirate nell’abitazione di residenza in Germania e sul mezzo utilizzato, dove sono state trovate prove ritenute rilevanti per le indagini.
Identità, profilo e indagini internazionali
La donna ricercata è stata identificata come Anastasia Berezovska descritta come una persona con capelli castani, di media lunghezza, riconoscibile anche per un tatuaggio sul braccio destro che secondo gli inquirenti raffigura un serpente. Per la sua individuazione è stato diffuso un mandato di ricerca internazionale che ha coinvolto le forze dell’ordine europee e l’Interpol.
Le autorità hanno specificato che le imputazioni contestate comprendono tentato omicidio deposito con intento criminale di un ordigno esplosivo su area pubblica e associazione a delinquere. La natura transnazionale dei movimenti successivi all’attentato ha reso necessaria una cooperazione tra procure e polizie di più Paesi per mappare i passaggi e le possibili complicità.
Rilevanza delle testimonianze e del materiale video
Un testimone presente nei pressi dell’abitazione della vittima ha fornito elementi che hanno modificato la prima rappresentazione del sospetto: da descrizioni iniziali che indicavano un uomo con abbigliamento scuro, le successive analisi dei filmati e il confronto con chi era stato in contatto diretto hanno portato a ritenere che l’autore fosse una donna che in precedenza si sarebbe travestita per confondere eventuali osservatori.
Le indagini spiegano inoltre che la sospettata avrebbe effettuato diversi sopralluoghi in prossimità dell’abitazione della persona presa di mira nei giorni precedenti l’esplosione, circostanza che ha rafforzato gli elementi a carico e ha motivato l’emissione del mandato internazionale.
Vittime, motivazioni e contesto
L’ordigno è esploso in prossimità di una famiglia residente a Monaco: la persona apparsa come bersaglio principale è un imprenditore di origine ucraina, con cittadinanza cipriota, già oggetto di sanzioni da parte delle autorità ucraine a partire dal dicembre 2026 per legami economici in Crimea. Nell’esplosione sono rimasti feriti l’imprenditore, la sua compagna e il figlio minorenne; i tre sono stati trasferiti in ospedali della regione per le cure necessarie, con prognosi variabili a seconda dei casi.
Tra le piste investigative rimangono aperte ipotesi legate a motivazioni politiche, in particolare tensioni con servizi o entità statali, così come possibili collegamenti a contenziosi economici o a vicende giudiziarie pregresse che coinvolgono la famiglia dell’imprenditore.
Le autorità giudiziarie hanno precisato che gli accertamenti continueranno fino a ottenere conferme definitive sull’eventuale rete di supporto alla sospettata e sugli ordini o le finalità che hanno portato all’attentato. Nel frattempo, le ricerche internazionali e le misure cautelari rimangono attive per localizzare e arrestare la persona indicata dal mandato.
