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Ricercata per l'attentato a Monaco: viaggio, indizi e il possibile ruolo di complici

Ricercata per l'attentato a Monaco: viaggio, indizi e il possibile ruolo di complici

Anastasiia Berezovska, 39 anni, è ricercata per il posizionamento di un ordigno davanti all'abitazione di Vadim Ermolaev a Monaco. Le indagini indicherebbero una fuga via Beausoleil, Ventimiglia e la Svizzera, e gli inquirenti sottolineano che «sembra indicare» che non abbia agito da sola. Segnalazioni la collocano anche a Francoforte e la polizia tedesca ha effettuato perquisizioni mirate.

Negli sviluppi dell’inchiesta sull’attentato avvenuto a Monaco, il quadro investigativo ha assunto contorni più dettagliati: la donna indicata come sospettata è Anastasiia Berezovska di nazionalità ucraina e trentacinque–no, correggendo il dato verificato: ha trentanove anni. Secondo gli accertamenti, la donna sarebbe responsabile del posizionamento di un ordigno davanti all’abitazione dell’imprenditore Vadim Ermolaev noto per i suoi legami e la sua origine ucraina.

Le autorità hanno emesso un mandato di arresto internazionale a suo carico e, nelle loro dichiarazioni ufficiali, hanno affermato che i fatti «sembrano indicare» che la sospettata «non abbia agito da sola», lasciando aperta l’ipotesi di una rete o di complici.

Le ricostruzioni sulle rotte della fuga contribuiscono a definire la dinamica dell’episodio: subito dopo l’attacco la donna si sarebbe allontanata a piedi verso la Francia, per poi utilizzare un veicolo recuperato in territorio francese.

Dagli elementi raccolti emerge che l’auto era immatricolata e noleggiata in Germania e che il veicolo sarebbe stato preso a Beausoleil località al confine con Monaco. Successivamente, la sospettata avrebbe attraversato il confine italiano passando per Ventimiglia nello stesso giorno dell’attentato, per poi dirigersi verso la Svizzera. Fonti giudiziarie indicano anche un avvistamento a Francoforte dove le autorità tedesche hanno proceduto a perquisizioni.

Movimenti documentati: da Monaco a Ventimiglia e oltre

Il tracciato ricostruito dagli inquirenti mostra una fuga che ha attraversato più Paesi europei: la sospettata, dopo l’azione a Monaco, sarebbe uscita a piedi verso la Francia e lì avrebbe raggiunto il veicolo noleggiato. Il fatto che l’auto fosse targata in Germania e presa a Beausoleil suggerisce la presenza di una logistica coordinata oppure di appoggi esterni sul confine italo-francese. La tappa attraverso Ventimiglia risulta particolarmente significativa perché è il punto di ingresso in Italia indicato negli accertamenti: secondo quanto emerso, la donna avrebbe attraversato il valico nello stesso giorno dell’attentato e da lì si sarebbe diretta oltre confine.

Recupero del veicolo e controlli in Germania

Il veicolo utilizzato per la fuga è stato descritto come un’automobile noleggiata in Germania per questo motivo le forze dell’ordine tedesche hanno avviato verifiche sul contratto di noleggio e hanno effettuato perquisizioni nell’appartamento temporaneo collegato alla sospettata. Durante le operazioni sono state raccolte prove dalla polizia tedesca, che ha controllato sia l’abitazione in affitto sia il veicolo impiegato dalla donna. Queste attività investigative sono state definite necessarie per stabilire i contatti e la rete logistico-operativa dietro la vicenda.

Profilo della sospettata e indizi su possibili complici

Il profilo delineato dagli inquirenti riporta che la persona ricercata è una donna ucraina di trentanove anni con precedenti o legami che la collegano a ambienti di criminalità organizzata. Elementi emersi dalle indagini indicano anche che, durante la fase preparatoria dell’attentato, un testimone ha avuto un contatto con la sospettata: questa testimonianza avrebbe permesso agli investigatori di tracciare un identikit e di collocare la donna in alcune aree cittadine durante i sopralluoghi preparatori. Rapporti investigativi ufficiali contengono la formulazione «sembrano indicare» per spiegare l’ipotesi che la responsabilità non sia esclusivamente individuale, lasciando spazio all’ipotesi di complici o di un’organizzazione più ampia.

Tra i punti al centro delle indagini c’è la sequenza temporale degli spostamenti e la rete di supporto logistica che avrebbe permesso alla sospettata di attraversare più Stati in poche ore. L’ultimo avvistamento noto l’ha collocata a Francoforte confermando la traiettoria europea che dall’area del Principato ha raggiunto la Germania passando per FranciaItalia e Svizzera. Le autorità continuano a esaminare i collegamenti transnazionali per definire responsabilità e complicità.

La vicenda resta in rapido sviluppo: il mandato di arresto internazionale pendente su Anastasiia Berezovska e le attività investigative parallele nelle varie giurisdizioni mirano a chiarire sia i dettagli dell’esecuzione dell’attentato sia l’eventuale rete che avrebbe sostenuto la fuga. Le indicazioni pubbliche fornite dagli inquirenti, in particolare la locuzione che «non abbia agito da sola», rimangono uno degli elementi più rilevanti per orientare le prossime fasi operative.

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