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Come aiutare le persone bulimiche

persone bulimiche

La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare. Per intervenire con un aiuto concreto occorre rivolgersi a strutture specializzate e predisporsi all'ascolto e all'attenzione.

Tra i disturbi del comportamento alimentare la bulimia nervosa colpisce per lo più le donne tra i 12 e i 25 anni.

In generale la bulimia produce un’eccessiva sensazione di fame ed è legata a disturbi psichici (situazioni nevrotiche), gastrici (ulcere) o a patologie specifiche come il diabete.

La bulimia

La bulimia nervosa è particolarmente subdola perché si manifesta insieme ad altri disturbi della sfera psicologica quali quelli dell’umore, della personalità o quelli dovuti a dipendenze. Il peso corporeo non cambia come nel caso dell’anoressia perché chi ne soffre si ciba in modo incontrollato per un periodo di tempo prolungato e poi si procura il vomito o si autosomministra lassativi o diuretici.

Le cause sono da ricercare in un insieme di fattori più o meno scatenanti come: basso livello di autostima, stress, ansia, isolamento sociale e culturale.

Aiutare persone bulimiche

Le persone affette da bulimia nervosa vanno indirizzate in tempo. Gli strumenti a disposizione del contesto familiare non sono quasi mai sufficienti. Per una diagnosi tempestiva e una cura concreta occorre l’aiuto psico-farmacologico.
Occorre dunque rivolgersi non a un solo medico ma a un team di esperti che dialogando arrivino alla cura più adatta.

Oltre allo psicoterapeuta e al neurologo, occorre confrontarsi con il nutrizionista.

Secondo il DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), una crisi bulimica è caratterizzata da due azioni importanti: cibarsi velocemente e per un periodo di tempo limitato (anche due ore consecutive), rigettare tutto (attraverso il vomito o l’assunzione di diuretici e lassativi); entrambi i comportamenti manifestano la volontà di controllare il peso e il sofferto rapporto con se stessi.

Questo atteggiamento autodistruttivo ha radici profonde che affondano nello stress, episodi traumatici, combinazioni socio-culturali particolari, rapporto familiare conflittuale, ecc. Ogni individuo, che abbia sviluppato un disturbo di tale natura dovrebbe, come nel caso dell’anoressico, sottoporsi ad un percorso di terapia cognitivo-comportamentale.

Parenti e persone bulimiche

Per una persona che soffre di tali disturbi, il contesto familiare e amicale non è da sottovalutare. L’atteggiamento di chi gli è vicino fisicamente in casa, sul lavoro o a scuola dovrebbe essere di conforto e attenzione.

Una probabile causa della bulimia nervosa va ricercata nella sfera affettiva. Ci si sente fuori controllo nella relazione con se stessi, non emotivamente appagati e quindi incapaci di cercare soluzioni razionali. Il percorso medico-ospedaliero andrebbe dunque supportato dal confronto con chi ci ascolta attivamente. I genitori, gli amici, i colleghi, i compagni hanno anche libero accesso all’informazione. Possono leggere, consultare il web, prendere contatti con le Asl del proprio quartiere e le associazioni che si occupano nello specifico di DCA (disturbo del comportamento alimentare) o DAP (disturbi alimentari psicogeni).

Conseguenze della bulimia

La bulimia nervosa può condurre chi ne è affetto a sviluppare una catena di problematiche non isolate e difficili da gestire in solitudine: parliamo di depressione e disturbi della personalità.
Per tenersi aggiornati consigliamo di digitare sul web bibliografia sulla bulimia nervosa: troverete letture, articoli accademici, le verità di chi è entrato in questo tunnel per uscirne nella luce.

www.notizie.it/quando-il-cibo-fa-male-i-disturbialimentari/
www.mammemagazine.it/come-identificare-disturbi-alimentari-nelle-ragazze- adolescenti/
www.mammemagazine.it/lanoressia-nei-bambini-e-nei-teenagers/