La compagna ingaggia sicari per ucciderlo: 4 arresti per omicidio
La compagna ingaggia sicari per ucciderlo: 4 arresti per omicidio
Cronaca

La compagna ingaggia sicari per ucciderlo: 4 arresti per omicidio

carabinieri

Oggi la donna è stata arrestata dopo ben 15 anni, finora si credeva che Santo Giuffrida fosse morto a causa di un infarto.

Nel corso dell’ operazione “Circe”, i carabinieri di Catania hanno arrestato Barbara Bregamo, accusata di aver assoldato due sicari per uccidere con un’iniezione letale il compagno, l’imprenditore Santo Giuffrida. Al momento la donna si trova agli arresti domiciliari perché madre di un minore.

Arrestate oltre alla Bregamo, altre tre persone, si tratta di Francesco Giuseppe Indorato di Catania, Antonio Zuccarello di Santa Maria di Licodia, e Alfio Maugeri di Misterbianco. Sono state le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Luciano Cavallaro ad avviare l’operazione. Nel corso delle indagini, avviate dai carabinieri di Catania per ottenere i necessari riscontri alle dichiarazioni , si è scoperto il tutto attraverso una serie di intercettazioni e di videoregistrazioni ed informazioni di persone informate sui fatti.

Oggi la donna è stata cosi smascherata e arrestata , anche se dopo ben 15 anni. Infatti finora si credeva che Santo Giuffrida fosse morto nel 2002 a causa di un infarto. Non una morte naturale quindi, ma un omicidio.

La compagna avrebbe chiesto a Cavallaro l’uccisione dell’imprenditore pagando 20mila euro e comprando per lo stesso un’ automobile Bmw. L’omicidio sarebbe stato pianificato con cura coinvolgendo Maugeri e Zuccarello; i tre nella notte tra il 9 ed il 10 dicembre del 2002 si sarebbero introdotti, sempre con la collaborazione della Bregamo, nell’abitazione di Giuffrida e dopo avergli iniettato una sostanza velenosa, lo avrebbero soffocato. La donna avrebbe successivamente inscenato la morte naturale di Giuffrida senza far sorgere particolari sospetti su quanto realmente era accaduto.

Per indurre gli indagati a confessare, i carabinieri hanno lasciato nell’auto di uno degli indagati un biglietto con la frase “sacciu comu tu e i to cumpari affucastuvu u masculu di l’amica i Luciano 15 anni fa”(io so come tu e i tuoi compari avete soffocato l’uomo dell’amica di Luciano, quindici anni fa in dialetto siciliano). Il biglietto ha messo in allarme il sicario, spingendolo a confidarsi con un amico e così è stato subito intercettato.

Dalle indagini si è poi scoperto che la donna sarebbe stata anche mandante di un primo tentativo di assassinare il compagno nel 2001, dove quest’ultimo fu ferito gravemente con un coltello all’interno del suo garage condominiale.

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