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Consacrazioni episcopali a Écône: il Vaticano interviene con la scomunica

Consacrazioni episcopali a Écône: il Vaticano interviene con la scomunica

La Fraternità Sacerdotale San Pio X ha proceduto con la consacrazione di quattro nuovi vescovi a Écône, in Svizzera, nonostante l'appello del Papa a fermarsi. Il Vaticano ha risposto con la scomunica.

Il 1° luglio 2026, presso il Seminario San Pio X di Écône in Svizzera, la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha consacrato quattro nuovi vescovi senza l’autorizzazione del Papa. Questo atto, compiuto nonostante l’appello del Vaticano a desistere, ha portato alla scomunica automatica dei coinvolti.

La cerimonia, presieduta da monsignor Alfonso de Galarreta e co-presieduta da monsignor Bernard Fellay ha visto la consacrazione di Pascal SchreiberMichael GoldadeMichel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.

La Fraternità ha dichiarato di aver agito per circostanze eccezionali e ha espresso rammarico per la mancanza di autorizzazione papale.

La reazione del Vaticano e la scomunica

Il Dicastero per la Dottrina della Fede guidato dal cardinale Victor Manuel Fernández ha emesso un decreto che dichiara la scomunica ipso facto per i partecipanti alla cerimonia.

Secondo il decreto, la consacrazione senza mandato pontificio costituisce un atto di natura scismatica.

La scomunica riguarda non solo i consacranti, ma anche i nuovi vescovi, che ora operano senza giurisdizione. Il Vaticano ha sottolineato che l’atto rappresenta una grave rottura con la Chiesa cattolica.

Le motivazioni della Fraternità San Pio X

In un comunicato ufficiale, la Fraternità ha espresso la propria profonda gioia per le consacrazioni, definendole una grazia grandissima per la comunità. Tuttavia, ha anche manifestato rammarico per la mancanza di autorizzazione papale, attribuendola a circostanze eccezionali.

Il superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani ha dichiarato durante l’omelia che la decisione è stata presa per amore del Papa e della Chiesa. Ha criticato l’umiliazione del Papa e la mancanza di rispetto verso la tradizione, affermando che la Fraternità parla la lingua della fede e non quella del dialogo e dell’inclusione.

Un precedente storico

Questo evento non è il primo del suo genere. Esattamente 38 anni fa, il 30 giugno 1988, monsignor Marcel Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l’autorizzazione di Giovanni Paolo II. Anche in quel caso, la Santa Sede dichiarò la scomunica dei coinvolti, che fu poi revocata da Benedetto XVI.

I paramenti utilizzati nella cerimonia del 2026 sono gli stessi di quelli del 1988, un simbolo della continuità della tradizione per la Fraternità San Pio X. La Fraternità ha ringraziato la Santissima Vergine Maria per il dono dei nuovi vescovi, sottolineando l’importanza della trasmissione del sacerdozio per la gloria di Dio e la salvezza delle anime.

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