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Covid, 71% pazienti in terapia intensiva è no vax e +177% contagi tra gli operatori sanitari in un mese”

Dal 28 novembre al 28 dicembre i contagi tra il personale sanitario sono aumentati del 177% e in terapia intensiva c'è il 71% di no vax.

terapia intensiva no vax

La quarta ondata, complice la rapida diffusione della variante Omicron, fa paura anche in Italia, dove molte Regioni hanno raggiunto la soglia di allerta e il tasso di positività appare in rialzo. Mentre si discute sull’ipotesi di un lockdown che coinvolgerebbe solo i cittadini non vaccinati, nelle terapie intensive il 71% dei pazienti è no vax e nell’arco di un mese si registra +177% di contagi tra gli operatori sanitari.

Covid, in terapia intensiva principalmente no vax e aumentano i casi tra gli operatori sanitari

Il monitoraggio condotto dalla Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi), per l’Adnkronos Salute, nell’arco di un mese – dal 28 novembre al 28 dicembre 2021 – attesta contagi in aumento del 177% tra medici e infermieri.

Gli operatori sanitari, intanto, fanno fronte a un progressivo aumento dei ricoveri: tra i pazienti positivi al Covid-19 che necessitano assistenza ospedaliera, la maggior parte non hanno ricevuto il vaccino.

Covid, in terapia intensiva principalmente no vax: i dati

Nelle terapie intensive aumentano i posti letto occupati prevalentemente da pazienti non vaccinati contro il coronavirus. I dati che emergono dal report degli ospedali sentinella di Fiaso attestano che i no vax sono circa il 71% del totale dei pazienti in rianimazione. I vaccinati, invece, costituiscono il restante 29%. Il monitoraggio di Fiaso è stato condotto in 21 strutture sanitarie e ospedaliere e 4 ospedali pediatrici.

In terapia intensiva si registra il 18% in più di ricoveri. Il dato è più consistente rispetto all’incremento dei ricoveri ordinari.

Covid, in terapia intensiva 71% di no vax: l’età dei pazienti

I non vaccinati ricoverati hanno tra i 21 e gli 85 anni. Tra i vaccinati, invece, il paziente più giovane ha 35 anni e il più anziano 90.

Tra i vaccinati finiti in rianimazione, l’84% aveva completato il ciclo vaccinale con 2 dosi da oltre 4 mesi e non aveva ancora ricevuto la terza dose.

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