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Crans-Montana, la testimonianza choc sull'uscita di sicurezza: "Era chiusa con una catena"

Crans-Montana, la testimonianza choc sull'uscita di sicurezza: "Era chiusa con una catena"

Rogo di Capodanno a Crans-Montana: sotto esame le vie di fuga del locale Le Constellation, la testimonianza della sopravvissuta italiana.

Il rogo divampato nella notte di Capodanno a Crans-Montana, all’interno del locale Le Constellation, ha provocato morti e feriti, trasformando una serata di festa in una tragedia. Al centro del caso di cronaca anche il tema delle vie di fuga, con particolare attenzione alla presunta condizione dell’uscita di sicurezza dell’interrato, che secondo una testimonianza sarebbe stata già chiusa prima dell’incendio, elemento che ha alimentato dubbi e contestazioni sulla gestione della sicurezza del locale.

Ecco le ultime rivelazioni su quella notte.

Crans-Montana, la sopravvissuta italiana sull’uscita di sicurezza: “Era chiusa con una catena”

Durante la notte del tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana, l’uscita di sicurezza situata nel piano interrato del locale Constellation non era libera, ma risultava ostruita da uno sgabello e una catena, creando una condizione potenzialmente critica in caso di evacuazione.

Il dettaglio emerge a circa sei mesi dall’evento grazie alla testimonianza di Sofia, una giovane italiana rimasta gravemente ferita, che ha incontrato i giornalisti per ricostruire quanto accaduto.

Crans-Montana, la sopravvissuta italiana sull’uscita di sicurezza: la ricostruzione della testimonianza nel dettaglio

La ricostruzione offerta da Sofia conferma la persistenza della situazione nel tempo, non limitata alla sola notte dell’incendio.

Secondo quanto riportato da Sky Tg24, l’uscita sarebbe rimasta costantemente bloccata sin dal suo arrivo nella struttura. In questo contesto, ribadisce: “l’uscita d’emergenza è sempre stata chiusa, fin dal primo giorno che io sono entrata in questa situazione”.

Un ulteriore elemento centrale riguarda il tipo di blocco utilizzato: una catena d’acciaio fissata al sistema di apertura, descritta dalla giovane come “una catena di acciaio, come quelle per legare le biciclette”. Questa soluzione, agganciata al maniglione, avrebbe di fatto compromesso la funzione principale dell’uscita, cioè garantire una via di fuga rapida e sicura in caso di emergenza.

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