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Criminali volevano trafugare la salma di Luciano Pavarotti

La banda criminale avrebbe avuto in programma anche il sequestro della salma di Enzo Ferrari.

luciano pavarotti

Sgominata una presunta gang criminale che aveva intenzione di sequestrare la salma del grande tenore Luciano Pavarotti. Il cantante lirico è morto nel 2007 ed è stato sepolto nel cimitero di Montale Rangone. La presunta banda è stata sgominata dal Dda di Cagliari. Operava tra la Sardegna e l’Emilia, e sembra avesse in programma anche il furto della salma di Enzo Ferrari. Le accuse sono associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e di armi, alcuni episodi di estorsioni e altri reati minori.

Furto salma Luciano Pavarotti

Sgominati, prima del nascere, furti di salme di importanti personaggi. In particolare, Luciano Pavarotti, e molto probabilmente Enzo Ferrari. Tutto merito del Dda di Cagliari, che ha scoperto, lo scorso anno, questa banda sarda di criminali, che operavano fra la Sardegna e l’Emilia.

La gang si occupava anche del traffico di droga e di armi. Quindici persone sono state rinviate a giudizio e verranno processate a Nuoro. Otto, invece, hanno chiuso il procedimento penale con il patteggiamento, con pene da 4 anni a 3 mesi. Altre 18 persone hanno deciso per l’abbreviato, in alcuni casi condizionato. Diverse le accuse per la banda criminale. Queste comprendono l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e di armi, episodi di estorsioni e altri reati minori. L’udienza preliminare si è svolta settimana scorsa a Cagliari.

La banda criminale

Il boss della banda era Giovanni Antonio Mereu, detto Gianni Caddina. Sin da quando, a marzo 2017, era emerso come la banda sarda puntasse alla salma di Enzo Ferrari, assaltando la sua tomba e chiedendo poi il riscatto ai familiari – l’assalto al cimitero San Cataldo sarebbe servito a finanziare le principali attività dell’organizzazione – si era però immaginato il coinvolgimento di complici ben più radicati sul territorio nazionale.

Non è un caso, quindi, che nell’elenco dei nomi dei vari componenti della banda, spunta quello di Marco Arzu, 33 anni. Lui è residente a Montefiorino. È finito a marzo dello scorso anno ai domiciliari. Si tratta di un personaggio che, nell’anno 2001, era già stato condannato a otto anni per porto illegale di nove pistole. Non soltanto, da diverso tempo, sembrerebbe, teneva sott’occhio il patrimonio emiliano, indirizzando, per così dire, i colleghi nella direzione dei colpi più proficui ed eclatanti.

Furti cimitero Torino

Al Cimitero Parco di Torino sono recentemente stati sgominati degli altri criminali, che erano operatori di servizio. Questi rubavano tutti gli oggetti preziosi che trovavano addosso ai morti. I denti d’oro non facevano eccezione. Non solo, i criminali arrivavano addirittura ad organizzare grigliate dentro il cimitero in orario di lavoro.

Alla fine, ben 15 operatori in servizio al Cimitero Parco. Il investigativo dei Carabinieri locali hanno svolto l’indagine, denominata Sistema. Ha riguardato un giro di truffe nelle cremazioni. Ci sono accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falsificazione di atti, peculato, distruzione e soppressione e sottrazione di cadavere, ricettazione, concussione.

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