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Nessuna sospensione dell’affidamento per Fabrizio Corona

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha deciso che non vi sarà alcuna sospensione dell'affidamento terapeutico per Fabrizio Corona

Fabrizio Corona
Fabrizio Corona

Fabrizio Corona deve tornare in carcere perché anche di recente avrebbe commesso una serie di reati e violazioni del programma terapeutico. Il 10 dicembre si è presentato nel cosiddetto “boschetto della droga” di Rogoredo, fingendo addirittura di comprarne, mentre ha il divieto di frequentare tossicodipendenti.

Per questi motivi, la Procura generale di Milano con l’avvocato generale Nunzia Gatto ha presentato un’altra richiesta alla sorveglianza di revoca dell’affidamento terapeutico. Stando alla ricostruzione del pg, Corona avrebbe finto in quell’occasione di comprare della droga, istigando a delinquere. Così, la richiesta di revoca dell’affidamento è stata discussa davanti al Tribunale di Sorveglianza. La notizia è emersa a margine dell’udienza in cui si è discussa la richiesta da parte dell’avvocato generale Nunzia Gatto di sospendere provvisoriamente l’ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza ha confermato nelle settimane scorse l’affidamento in prova all’ex re dei paparazzi.

Il Tribunale ha deciso: nessuna sospensione dell’affidamento terapeutico “definitivo” per Fabrizio Corona.

Fabrizio Corona resta in affidamento

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha respinto la richiesta della Procura generale. Quest’ultima chiedeva che l’affidamento tornasse ad essere “provvisorio”, in attesa della decisione della Cassazione.

I giudici hanno bocciato la richiesta di “sospensiva”. Hanno accolto le tesi del legale di Corona, l’avvocato Antonella Calcaterra, e confermato che l’ex fidanzato di Silvia Provvedi può rimanere in affidamento “definitivo”, come deciso a fine novembre scorso.

Nel frattempo, nella giornata di lunedì 28 gennaio, la Procura generale di Milano ha presentato alla Sorveglianza una nuova richiesta di revoca. Il provvedimento consisterebbe nella revoca della misura alternativa alla detenzione, citando tra le presunte violazioni anche il suddetto episodio avvenuto nella periferia milanese.

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