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Bus dirottato, Ousseynou Sy: “I bianchi ci vogliono tutti morti” 

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L'attentatore di origini senegalesi ai pm: "L'ho fatto per fermare questo genocidio. State lontani dall'Africa e noi staremo bene".

osseynou sy

Davanti ai pm della Procura di Milano Ousseynou Sy ha spiegato i motivi alla base del dirottamento del bus con a bordo 51 studenti a San Donato Milanese. Il cittadino italiano di origini senegalesi ha parlato in questi termini (riferendosi alla questione migranti) secondo quanto riporta Fanpage: “L’ho fatto per salvare vite umane, per dare un taglio a questo genocidio. I bianchi ci vogliono tutti morti. In 27 anni che sono in Italia ho viste centinaia di migliaia di morti. Avete visto le barche piene di esseri umani? Ma a voi non interessa perché sono negri, africani e possono morire. Nessuno muove un dito. Chi salva una barca viene accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tutto l’Occidente è complice”.

Il piano

Nel corso dell’interrogatorio il 46enne ha rivelato di aver deciso di agire in seguito allo sbarco dei 49 migranti della nave Mare Jonio a Lampedusa.

Non sarebbe stata però sua intenzione commettere una strage: “Nessuno poteva impedirmi di fare del male alle persone. Volevo compiere un gesto clamoroso. La benzina? Era solo per far dire ai bambini: ‘Carabinieri, guardate che se ci sparano, siamo morti tutti’. Li ho usati come scudo. Quelli che mettono in pericolo la vita dei bambini siete voi, ci state strozzando. Non abbiamo neanche cure mediche”. E ancora: “Volevo chiedere un aereo e andarmene in Africa. Senza i bambini, da solo”.

La teoria

Ousseynou Sy ha poi espresso la propria teoria e ricetta in materia di immigrazione: “I neri vengono qui perché nei nostri Paesi ci mangiate l’anima. L’Africa sta da sola, voi state lontani e staremo bene, visto che ci state uccidendo. Così noi togliamo il disturbo, non ci sarà più bisogno di Salvini“.

L’attentatore voleva anche “fare anche propaganda perché ci sono le elezioni Europee che stanno arrivando: adesso che va su l’estrema destra, la più schifosa, mandateci via tutti e noi facciamo lo stesso. Così ognuno sta a casa sua”. Sy, accusato di strage, sequestro di persona, lesioni e resistenza, aggravati dalla finalità di terrorismo, dovrà rimanere in carcere come stabilito dal gip Tommaso Perna. Il 46enne secondo il giudice era capace di intendere e volere nonostante abbia provato a dimostrare il contrario dichiarando che erano state “le voci dei bambini morti” a dirgli di mettere in atto l’azione criminale.


Nato a Milano, classe 1984, laureato in Lettere moderne all'Università degli Studi di Milano Statale. Ha collaborato con Notizie.it.


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Giorgio Meroni

Nato a Milano, classe 1984, laureato in Lettere moderne all'Università degli Studi di Milano Statale. Ha collaborato con Notizie.it.

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