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Chi è Carola Rackete, la comandante della Sea Watch che sfida Salvini

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Tedesca, 31 anni, poliglotta (parla 5 lingue) e laureata in Conservazione ambientale nel Lancashire: chi è il capitano che sfida Salvini.

Carola Rackete chi è
Carola Rackete chi è

Ha 31 anni, di nazionalità tedesca, è istruita e benestante, parla 5 lingue e ha deciso di mettersi a servizio dei naufraghi che rischiano la vita nel Mediterraneo. Lo ha fatto scegliendo di stare in prima linea, al timone di una nave che da molti è considerata fuorilegge e pirata.

Oggi gli occhi di tutta Europa sono puntati su di lei, mentre forza il blocco di un governo straniero e viola le sue leggi per mettere in salvo 42 persone. Il suo nome è Carola Rackete, la comandante della Sea Watch che ha sfidato Matteo Salvini.

Chi è Carola Rackete

Basta, ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So a cosa vado incontro, ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. Con queste parole Carola Rackete ha fatto capire all’Italia e al mondo che nessuna legge sarebbe bastata per impedirle di svolgere il compito per cui si è messa in mare: salvare vite umane. Fino a pochi anni fa non avrebbe di certo immaginato che un giorno sarebbe diventata il simbolo della ribellione al mantra dei porti chiusi e alle politiche migratorie del Ministero dell’Interno di un Paese straniero.

Come tante coetanee, si è iscritta all’Università. Forte della sua natura poliglotta e spinta dall’amore per la natura, si è laureata in Conservazione ambientale alla Edge Hill University del Lancashire. Ma presto ha sentito il richiamo del mare e ha navigato fino alle acque ghiacciate del Circolo Polare Artico. Aveva solo 23 anni quando si è trovata al timone di una nave rompighiaccio dell’Alfred Wagner Istitute, un celebre istituto oceanografico tedesco. Due anni più tardi ha partecipato ad altre spedizioni come secondo ufficiale. Ha continuato a fare rotta verso nord fino a quando, nel 2016, ha cominciato a collaborare con la Ong Sea Watch, in un primo momento come volontaria specializzata in aiuto umanitario e soccorso in caso di calamità.

“Ho avuto vita facile”

Presto è diventata coordinatrice dei contatti con Moonbird e Colibrì, gli aerei di ricognizione della Ong. Ma il suo nome è comparso su tutti i giornali solo quando, lo scorso 12 giugno, ha salvato dalle acque del Mediterraneo 53 naufraghi recuperati al largo della Libia e, invece di riportarli a Tripoli, ha fatto rotta verso l’Europa, aprendo così lo scontro con Matteo Salvini. A chi le chiede cosa la spinga a lottare con tanta forza per i migranti, risponde: “La mia vita è stata facile. Ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto, ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità”.

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.


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Katia
27 Giugno 2019 12:20

Nobile gesto il suo ,ma è deplorevole che in maniera testardo sia venuta in Italia quando ci sono un’ infinità di Paesi da cui andare


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Lisa Pendezza

Giornalista pubblicista classe 1994, nata in provincia di Monza e Brianza, è laureata magistrale in "Lettere moderne" presso l’Università degli Studi di Milano. Ha scritto per la rivista Viaggiare con gusto.

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