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Morte di Imane Fadil, l’autopsia esclude l’avvelenamento della ragazza

L'autopsia sul corpo della testimone del processo Ruby avrebbe rilevato un'alta concentrazione di metalli, non però in dosi tali da essere mortali.

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Sarebbe giunto ad una svolta il caso della morte di Imane Fadil, la giovane testimone del processo Ruby deceduta lo scorso 1° marzo presso l’ospedale Humanitas di Rozzano. Secondo quanto riportato dall’Adnkronos, la ragazza sarebbe morta per cause naturali e non per avvelenamento come inizialmente si era ipotizzato. L’articolo anticipa il deposito della relazione dei consulenti medico-legali che dovrebbe giungere all’inizio di settimana prossima.

I risultati dell’autopsia

Durante l’esame autoptico sono stati analizzati ossa, tessuti e sangue della ragazza al fine di poter stabilire se vi fosse la presenza di materiale velenoso o radioattivo. La principale anomalia riscontrata è quella di una concentrazione di metalli superiore alla norma, ma tuttavia non così alta da essere mortale. Al momento dunque resta avvolta nell’ombra la causa della morte di Imane Fadil, anche dopo che gli accertamenti hanno escluso l’ipotesi di una malattia autoimmune come l’aplasia midollare.

Come riferito nella relazione del team guidato dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo: “Non ci sono elementi a supporto di ipotesi di morte non naturale”.

La relazione verrà poi consegnata al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e ai pubblici ministeri Luca Gaglio e Antonia Pavan.

Le parole dell’avvocato

La notizia dei risultati dell’autopsia è stata accolta con disappunto da Mirko Mazzanti, legale della famiglia di Imane Fadil, che afferma: “Alla famiglia interessa sapere come è morta e allora se non c’è avvelenamento lo dicano ufficialmente. Dicano come è morta, così almeno si potranno fare i funerali. Se non ci sono elementi a supporto di una ipotesi di morte non naturale sicuramente hanno escluso l’avvelenamento. Perché è evidente che non c’è stato accoltellamento. Certo però che la famiglia vuole vedere degli atti ufficiali. Speriamo non si debba attender ancora a lungo”.


Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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