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Coronavirus, troppi bambini in cortile: a Roma i vicini chiamano i vigili

A Roma troppi bambini giocano nel cortile nonostante il coronavirus: i condomini chiamano i vigili.

Roma bambini

Con l’arrivo della primavera e le belle giornate è sempre più difficile stare in casa e rispettare i divieti anti coronavirus, anche per i bambini che vorrebbero uscire di casa o almeno scendere a giocare in cortile. Ma è obbligatorio, e per la salute di tutti le regole non vanno trasgredite.

È quello che i vigili hanno cercato di far capire a dei giovanissimi inquilini di un condominio romano.

Coronavirus, a Roma troppi bambini in cortile

Una situazione che andava avanti ormai da troppi giorni: nel condominio tra largo Preneste e via Dell’Acqua Bullicante, ogni giorno alle cinque di pomeriggio, il giardino si affollava di bambini e genitori al seguito.

Così i vicini, sentendo gli schiamazzi dei bambini, si sono affacciati al balcone e hanno visto l’allegro assembramento. Subito hanno chiamato i vigili urbani, che sono intervenuti per fermare queste uscite abusive.

Alla vista degli agenti, i genitori si sono giustificati spiegando che si trattava dell’ora d’aria concessa ai figli. In effetti, tutti sono risultati residenti nelle palazzine del popoloso condominio.

Ma la concentrazione di bambini e adulti era troppo alta, almeno dieci persone. I vigili li hanno quindi rimandati a casa con una raccomandazione: “Non concentratevi tutti insieme e allo stesso orario nel giardino”.

Condomini preoccupati

La stessa scena nel condominio romano andava avanti da diversi giorni, e i condomini erano preoccupati. “Capisco che per i bambini è un momento molto difficile – spiega Laura, un’inquilina – però siamo tutti preoccupati.

I giardini del condominio inoltre sono sempre aperti e a disposizione di tutti. Quindi le famiglie potrebbero almeno dividersi tra la mattina e il pomeriggio. È chiaro che la situazione è ormai al limite ma da quando è iniziata la quarantena l’impressione è che le regole vengano seguite meno. Anche negli spazi comuni – conclude così – vanno rispettate. Sempre più spesso notiamo invece che il parco è affollato con tante, troppe persone“.

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