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Il biglietto di ringraziamento di una paziente al Covid Hotel di Cattolica

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Valentina ha voluto ringraziare lo staff dell'Hotel Covid di Cattolica che l'ha ospitata nella sua degenza.

Valentina, 34enne operatrice sanitaria ricoverata al Covid Hotel di Cattolica, ha voluto ringraziare lo staff dell’albergo con un biglietto commovente. L’Hotel Royal di Cattolica è stato il primo hotel in Italia ad esser stato riconvertito per la cura dei pazienti covid lo scorso 21 marzo.

Il biglietto di Valentina: “Vi porterò nel cuore”

Valentina è un’operatrice sanitaria di 34 anni risultata positiva al covid e per questo obbligata a trascorerre la quarantena presso l’Hotel Royal di Cattolica (il primo albergo riconvertito in Italia lo scorso 21 marzo) che la donna ha voluto ringraziare fortemente con un biglietto (pubblicato dal Corriere della Sera) in cui mostra tanta riconoscenza.

A tutti i ragazzi che hanno gestito la macchina organizzativa in questo momento di emergenza: ho visto poco i vostri volti ma le vostre voci le ho stampate nel cuore: grazie. Con gratitudine“. Firmato “Dida”, il suo soprannome.

biglietto paziente hotel cattolica

La degenza

Da qualche giorno mi sentivo molto stanca – ricorda Valentina – e quando rientravo dal lavoro crollavo sul divano e mi svegliavo il giorno dopo, sentivo una forte debolezza alle gambe come se avessi scalato una montagna, quella sensazione di acido lattico come dopo lo sport. Avevo bruciore agli occhi che avevo ricondotto inizialmente alle lenti a contatto che porto. In realtà col senno di poi ho capito che erano tutti i sintomi riconducibili al coronavirus.

Ho poi fatto un tampone di screening che mi ha poi diagnosticato il Covid-19″, racconta la 34enne.

Una volta saputo della sua positiva, ecco il suo trasferimento all‘Hotel Covid che racconta con commozione: “L’inizio è stato alquanto traumatico, i primi giorni sono trascorsi nella piena solitudine e sconforto accompagnato dalla paura che i sintomi potessero aggravarsi. Venivo chiamata dai ragazzi dell’hotel tre volte al giorno orario pasti.

Queste telefonate erano l’unico momento in cui potevo avere un contatto con le persone che in quel momento erano vicine a me – continua nel suo lungo racconta Valentina – In queste chiacchierate abbiamo avuto modo di conoscerci un po’ e ho avuto così la possibilità di conoscere la storia di alcuni di loro. Mi sono sentita molto incoraggiata e aiutata da loro che quando sono finalmente uscita, mi sono commossa”.

Umanità

Il responsabile dell’Hotel Royal Giampiero Cofano ha raccontato poi del ritorno della ragazza in segno di gratitudine: “Valentina è tornata due giorni dopo per portarci un gran vassoio di paste fresche“.

Un altro signore ci ha offerta la pizza – racconta Cofano – e ci ha lasciato un biglietto che diceva: ‘Al termine di un periodo difficile fatto di sofferenze emotive, mi sento di essere riconoscente perché insieme alle difficoltà niente avviene per caso: ho sperimentato un periodo di crescita e ho potuto conoscere persone che con la loro umanità e professionalità hanno scaldato il mio cuore. Mi piacerebbe abbracciarvi, ma non si può’“.

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.


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Marco Alborghetti

Di Bergamo, laureato in Scienze Umanistiche per la Comunicazione e con l'ambizione di diventare giornalista. Lo sport è la mia passione, perché l'Atalanta è un mio pezzo di cuore. Divoro libri, onnivoro musicale, ma ffino ad un certo limite. Ascoltare gli altri è un piacere, scrivere lo è ancor di più.

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