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Baby sitter uccisa in Svizzera, la madre: “Ha sempre aiutato i più deboli”

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La madre della baby sitter italiana di 46 anni uccisa in Svizzera mentre stava curando tre bimbi ricorda la figlia e aggiunge dettagli dell'accaduto.

Baby sitter uccisa Svizzera

La madre della baby sitter italiana uccisa in Svizzera mentre si prendeva cura delle bimbe che le erano state affidate racconta straziata il dramma vissuto e parla della figlia come di una persona che si è sempre presa cura dei più deboli.

Baby sitter uccisa in Svizzera: la madre

Rita ha evidenziato come Teresa Scavelli, questo il nome della vittima, mentre è stata aggredita non stava curando solo una bimba ma tre piccoli. Si tratta delle due sorelline di cui era baby sitter e del bimbo residente nell’abitazione al piano di sopra. La donna ha quindi aggiunto dei dettagli nell’accaduto, spiegando che dalla finestra aveva visto che il giovane stava seguendo le bambine che tornavano da scuola.

Così è corsa verso di loro per proteggerle e portarle a casa.

Lei era fatta così. Si è sempre presa cura dei più deboli, lo avrebbe fatto anche se fossero stati estranei ma quei bambini erano come figli per lei“, ha affermato. Ma lui le ha inseguite fino all’appartamento dove ha iniziato a picchiare violentemente Teresa e colpirla con una padella al capo causandole ferite poi rivelatesi mortali.

La madre della vittima, che non ha saputo definire in alto modo l’aggressore se non “un bastardo“, ha aggiunto che sarebbe stato più volte ricoverato per gravi problemi psichiatrici e noto alla Polizia per abuso di droga. Stando ad un quotidiano svizzero avrebbe anche vissuto nella casa accanto a quella in cui Teresa faceva la baby sitter, senza avere però contatti con quest’ultima.

Ha infine definito Teresa una persona che ha sempre lavorato molto.

Di origini calabresi ma trasferitasi a Palù e Oppeano, si era recata in Svizzera “per dare un futuro migliore ai suoi figli. E invece eccola lì“, dice Rita indicando il carro funebre. L’ultima volta che ho sentito la sua voce, ha aggiunto, è stato mezz’ora prima che morisse. “E pensa il destino…abbiamo parlato delle condoglianze che voleva fare ai parenti di una persona morta giovane”, ha concluso in lacrime.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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