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Napoli, assolto in appello dopo 800 giorni in carcere

Un'intercettazione ambientale aveva condannato per omicidio un imprenditore napoletano, che ha trascorso 800 giorni in carcere prima dell'assoluzione.

Un uomo ha scontato due anni di carcere da innocente

800 giorni, ovvero esattamente due anni e diciannove giorni: questo il tempo che un uomo è stato costretto a trascorrere ingiustamente in carcere prima di essere assolto durante il processo d’appello.

Una vita distrutta, almeno parzialmente, quella di un imprenditore del Vesuviano.

Trent’anni, gli anni di detenzione che avrebbe dovuto scontare per l’omicidio di Luigi Borzacchiello (omicidio risalente al 9 dicembre 2006, ndr). 

Assolto dopo 800 giorni in carcere

Delitto premeditato e aggravato dal fine camorristico che ha portato all’arresto di alcuni killer, tra cui l’imprenditore Vesuviano. L’uomo aveva legami parentali con alcuni dei sicari e fu inchiodato dal collaboratore di giustizia, Pasquale Di Fiore.

Dopo 800 giorni passati ditro le sbarre, arriva il momento di una “nuova verità” per l’imprenditore partenopeo.

L’appello e la perizia fonica cui venne sottoposta l’intercettazione – che sancì la colpevolezza dell’uomo, viene “smontata” dalla difesa. La stessa difesa che aveva attaccato – giustamente – le parole contraddittorie del collaboratore di giustizia.

L’accusa vede cadere le proprie istanze perché non è possibile condannare un uomo senza prove sufficienti; specie se queste sono solo parole. Parole registrate all’interno di una interecettazione ambientale e di difficile comprensione. Parole che escono dalla bocca di individui che non riescono a creare una “verità plausibile”.

Parole che, purtroppo, costano sofferenze ad un uomo che – e questa è la sentenza – è innocente ed è stato incarcerato per più di due anni, ingiustamente.

A parziale scusa, un risarcimento finale di 188.656 euro.

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