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Amanda Knox: “La pandemia come la prigione”

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L'articolo scritto da Amanda Knox, in cui ha paragonato la pandemia alla prigione.

Amanda Knox
Amanda Knox

Amanda Knox ha pubblicato un post dal titolo “L’arte di essere perduti“, in cui ha voluto dare dei consigli per affrontare il 2020 e la pandemia da Coronavirus, che sta portando via le energie fisiche, mentali ed economiche alle persone di tutto il mondo.

La donna ha paragonato questa pandemia alla prigione, parlando della sensazione di sentirsi persi, che lei ha provato quando è stata accusata della morte di Meredith Kercher a Perugia. La 33enne è stata assolta nel 2015.

Il post di Amanda Knox

La Knox si definisce come una sorta di “esperta” dello smarrimento emotivo e sociale. Nonostante questo ha sottolineato che non cambierebbe la sua vita con quella di un’altra persona e che tutti i problemi sono anche opportunità.

Il suo articolo è stato pubblicato su Medium’s Forge. Nel testo la donna ha paragonato la sua esperienza nel carcere italiano alla pandemia di Coronavirus. “Ci sono voluti anni prima che fossi definitivamente assolta per un crimine che non avevo commesso. Ancora non so se riuscirò mai a ripulire del tutto la mia reputazione o se qualcosa avrà mai un impatto sulla mia vita forte come quel trauma. Mi sento perennemente persa.

Quest’anno, il resto della Nazione si è unito al mio stato d’animo. All’improvviso, tutti stanno cercando di fare del proprio meglio per uscire da una situazione di m…a. Siamo alla deriva. Una sensazione a me profondamente familiare” ha scritto Amanda Knox, riferendosi ai quattro anni di detenzione che ha scontato in Italia. La 33enne ha voluto offrire una guida per riuscire ad affrontare questo stato d’animo che lei conosce bene.

Secondo lei tutto questo offre degli spazi per cresce e per migliorare. Per esempio, lei aveva approfittato del tempo in carcere per studiare la lingua italiana.

Una volta tornata in libertà, la mia immeritata notorietà è stata un problema. Non potevo andare a scuola senza essere seguita dai paparazzi. Non potevo trovare un lavoro: chi mi avrebbe assunta con quel bagaglio? Fare amicizia o trovare l’amore al di fuori delle mie conoscenze precedenti era fuori discussione.

E una volta che mi son iscritta sui social network, ho ricevuto una valanga di odio, misoginia, minacce di morte da parte di sconosciuti. Ma anche quel problema è diventato un’opportunità per migliorare me stessa” ha spiegato Amanda Knox. “Mi sono trovata bloccata al centro dei riflettori, così ho deciso di trasformare questa condizione in una risorsa, per raccontare i vari problemi del nostro Paese. Oggi la nostra società è perduta, ma ciò che è stato vero per me, lo è per tutti. La pandemia ha devastato la nostra economia, ma ha messo finalmente al centro del dibattito la necessità di un’entrata minima sicura per tutti. La piaga della brutalità della polizia ha portato a scontri violenti, ma anche a un movimento enorme che vuole ricostruire da zero la sicurezza pubblica. La crisi costituzionale ci ha portati ad essere oggi più politicamente attivi di quanto non siamo mai stati in generazioni. Siamo perduti, ma impegnati” ha aggiunto. “Perciò, quando vi sveglierete domani, e sarete ancora nel 2020, chiedete a voi stessi: Cosa posso costruire in questo inferno, che nel più vecchio e più semplice mondo di prima non potevamo neanche immaginare?” ha concluso Amanda Knox.

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it


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Chiara Nava

Nata a Genova, classe 1990, mamma con una grande passione per la scrittura e la lettura. Lavora nel mondo dell’editoria digitale da quasi dieci anni. Ha collaborato con Zenazone, con l’azienda Sorgente e con altri blog e testate giornalistiche. Attualmente scrive per MeteoWeek e per Notizie.it

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