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Covid, Galli: “Il lockdown ci sarà, come in Francia”

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Stando al noto virologo Massimo Galli l'Italia andrà presto in contro a un lockdown

il virologo massimo galli esclude la carriera politica

Stando al noto virologo Massimo Galli, intervenuto ad Agorà su Rai 3, a causa del Covid l’Italia andrà in contro a un lockdown come la Francia, ma “resta solo da capire quando”. “Da una parte la curva sale secondo le previsioni – ha iniziato Galli -.

Dall’altra probabilmente, ma devo verificarlo, forse oltre le previsioni. E questo è estremamente allarmante. Ed è lì da vedere anche la situazione degli ospedali”.

“Covid, presto Lockdown”

Esiste “la speranza che i provvedimenti già adottati, anche loro assai discussi e combattuti sia da una parte politica sia da una parte dell’opinione pubblica, rischiano di non arrivare a fermare almeno in modo accettabile questo fenomeno” di impennata dei contagi da Covid-19.

Queste le parole di Galli sull’ultimo Dpcm. “Vuol dire praticamente che già l’intero sistema sanitario è coinvolto al punto da fare molta fatica a rispondere a qualsiasi altra necessità dei cittadini dal punto di vista della salute. E questo è l’aspetto che io trovo uno dei più angoscianti e preoccupanti. E significa che probabilmente andiamo verso una soluzione vicina a quella della Francia. Ricordiamoci che li abbiamo esattamente avanti a noi, anche se di poco”.

L’esperto poi ritiene che presto imiteremo la Francia: “Quando arriveremo alla situazione francese, non se vi arriveremo. A me l’idea di un nuovo lockdown totale sconvolge abbastanza per tutto quello che va a significare. Io mi auguro veramente che si riesca a mettere in piedi quanto basta per riuscire a limitare i danni e riuscire a venirne fuori senza arrivare a questo. Però temo che si sia molto vicini soprattutto in determinate aree del Paese”.

E ancora: “Abbiamo già riconvertito tutto quello che si poteva riconvertire, a 30 letti al giorno, per arrivare all’attuale situazione e probabilmente non basterà. Qualcuno che si candida a premio Pulitzer trova vuoto il pronto soccorso di un ospedale e neanche domanda se per caso non era stato chiuso per eccesso di arrivi di malati. Ma succede questo nel Belpaese”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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