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Noci, donna muore in attesa dell’ambulanza. Sindaco: “Inaccettabile”

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Donna 69enne accusa malore al centro della piazza di Noci, ma muore a causa del ritardo dell'ambulanza. I familiari dell'anziana chiedono giustizia.

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A Noci, in provincia di Bari, una donna muore in attesa dell’ambulanza, davanti agli occhi sbigottiti dei passanti. È ciò che è accaduto nella sera di sabato 7 novembre. La vittima ha aspettato per 50 minuti i soccorsi che sono giunti sul posto troppo tardi.

Noci, donna muore in attesa dell’ambulanza

La signora aveva accusato un malore in piazza a Noci, in provincia di Bari e i passanti avevano avvisato immediatamente il 118. L’ambulanza, però, non è riuscita ad arrivare prima di 50 minuti, quando non c’è stato più nulla da fare per la donna. Il ritardo, come affermato dai soccorsi, è avvenuto a causa dell’emergenza da coronavirus.

Il primo a denunciare la situazione è stato il sindaco della città, Domenico Nisi.

Il primo cittadino ha definito inaccettabile la situazione sanitaria della sua provincia. “Le telefonate e le spiegazioni ricevute – afferma – non riporteranno in vita la cara signora Maria, alla cui famiglia porgo il cordoglio dell’intera comunità. La precarietà del nostro sistema sanitario è inaccettabile. Questo dolore e questo lutto, e lo sgomento devono costringerci a riflettere con grande serietà sul tempo che viviamo“.

L’attesa che ha portato alla morte della donna è da imputare all’emergenza data dal Covid-19.

“L’unica cosa che dobbiamo accettare è che siamo in una situazione difficilissima, drammatica e inedita” – ha continuato il sindaco. “Tutte le cose che non funzionano richiederebbero che noi, con comportamenti virtuosi, provassimo a mitigare le difficoltà”.

La rabbia dei familiari

La morte dell’anziana donna è stata un duro colpo soprattutto per i familiari, che intervistati da La Stampa ora chiedono giustizia puntando il dito contro un sistema sanitario inefficace: “Sono rimasta seduta con mia madre morta tra le gambe, continuando a riscaldarla, nell’attesa di un’ambulanza che non arrivava mai”, ha commentato la figlia della 69enne, che in seguito ha aggiunto: “Le linee erano sempre occupate oppure non rispondeva nessuno.

All’ennesima chiamata, il 118 ha risposto che non c’erano mezzi disponibili. E intanto mia mamma era sempre più pallida”.

Un’amarezza che è stata purtroppo riscontrabile anche negli operatori sanitari giunti in soccorso, come precisa sempre la figlia della donna: “Non è stato un infarto fulminante, il sistema sanitario ha fallito. Si è concentrati sul Covid, ma si muore anche di altro. I soccorritori sono arrivati dopo 50 minuti e senza un medico.

Gli infermieri hanno dato il massimo. Erano amareggiati, hanno spiegato che non ci sono mezzi né personale sufficiente. Persino la dottoressa del 118, quando è arrivata, mi ha detto che questa è una sconfitta anche per loro.

Sempre più persone subiscono ritardi sanitari a causa della grave emergenza Covid che continua a investire, sempre più, il nostro Paese. C’è chi fa appelli sui social, come la 26enne Martina malata di cancro e impossibilitata a farsi curare in quanto gli ospedali sono saturi di pazienti affetti dal coronavirus. Una situazione che in Italia, con la seconda ondata, non tende a placarsi.

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.


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Maria Zanghì

Messinese, classe 1993, laureata magistrale in "Media, comunicazione digitale e giornalismo” presso La Sapienza di Roma. Collabora con “Auralcrave”, “Che tv fa”, “Metropolitan Magazine”.

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