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Ristoratore di Padova già vaccinato in Cina: “Lì il virus non esiste più”

Un ristoratore padovano di origine cinese ha raccontato di essere già stato vaccinato contro il coronavirus durante la sua ultima permanenza in Cina.

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Arriva da Padova la storia di un ristoratore di origine cinese tornato pochi mesi fa dal paese natale già vaccinato contro il coronavirus. Il 70enne Paolo Xia Jin Wen, proprietario di uno storico ristorante cinese nel centro della città veneta, ha raccontato ai microfoni del Messaggero come funzionano attualmente i piani vaccinali in Cina e come nel paese ormai la paura per il contagio da Covid-19 sia ormai solo un brutto ricordo.

Covid, il ristoratore già vaccinato a Padova

Nell’intervista, il ristoratore ha spiegato di essersi recato in Cina nel gennaio scorso per assistere il padre malato, sottoponendosi al vaccino anti Covid nell’attesa di poter tornare in Italia il 30 settembre: “Mi hanno fatto compilare una certificazione sull’assenso, poi ho fatto un’iniezione alla spalla destra e dopo dieci minuti a quella sinistra. Ho aspettato trenta minuti e sono andato via.

Ma questa è solo una delle possibilità, per chi non ha tempo“. Il 70enne spiega infatti che altre due soluzioni consistono nell’effettuare due diverse somministrazioni del vaccino rispettivamente a 14 e a 28 giorni di distanza l’una dall’altra.

Precisando come in Cina il vaccino sia obbligatorio e prossimamente anche gratuito – al momento si pagano 50-60 euro per due iniezioni – il ristoratore ha spiegato: “In questo momento stanno vaccinando il personale medico e gli anziani, la prima linea insomma.

Poi vaccineranno tutti coloro che lavorano all’estero, per il governo, per le ambasciate e per l’esercito. Ma anche chi lavora per le aziende”.

La situazione in Cina

Il ristoratore ha poi raccontato com’è ora la situazione epidemiologica in Cina, paese che per primo ha deciso di attuare misure fortemente restrittive per contenere il virus:In Cina il virus non esiste praticamente più. Si gira senza mascherina, tranne quando si entra negli autobus, in ospedale o in banca.

La gente è molto tranquilla”. Anche l’andamento dei nuovi casi positivi è ridotto ai minimi termini, e se ne trovano qualcuno: Finiscono come in galera, cioè dentro un hotel dove sono serviti di tutto. Fuori dalla stanza però c’è una telecamera, se escono ricominciano la quarantena”.

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