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L’Etna erutta ancora: chiuso l’aeroporto di Catania

L’Etna erutta ancora, chiuso l’aeroporto di Catania a causa della pioggia di cenere che ha invaso la pista e pregiudicato i voli

Chiuso l'aeroporto di Fontanarossa

L’Etna erutta ancora, chiuso l’aeroporto di Fontanarossa a Catania. La nuova eruzione del vulcano ha determinato la chiusura dello scalo aereo catanese a causa dell’elevata quantità di ceneri che sta ricoprendo la pista. Pista su cui si è dovuti intervenire con apposite e tempestive attività di bonifica e pulizia.

Si sta cercando di sgombrare lo spazio dai detriti che potrebbero pregiudicare seriamente le manovre. Nelle more di questa delicata attività tutti i voli in arrivo sono stati dirottati verso l’aeroporto di Comiso. E non solo Catania, già interessata da una caduta di lapilli ma anche la più parte dei comuni dell’hitnerland etneo sono stati interessati dalla pioggia di cenere. Fra essi Misterbianco, San Gregorio, Trecastagni e Pedara.

L’Etna erutta ancora, chiuso l’aeroporto di Catania, le info sui voli

Per le prossime ore dunque come comunicato dalla società di gestione dell’aeroporto Catanese, niente decolli, atterraggi o rullaggi di manovra. Tutte le info sui voli dirottati sono reperibili sui siti delle compagnie aeree che operano sullo scalo siciliano. Siamo all’ottava manifestazione di ‘parossismo’, cioè di attività palese, del cratere sud est dell’Etna. Dal 16 febbraio la bocca erutta con continuità e in queste ore anche un’alta nube di cenere si sta levando per essere ‘catturata’ dal vento e indirizzata verso sud.

Lo scorso 25 febbraio il fenomeno numero sei in poco più di una settimana, a detta degli specialisti un vero record.

Attività da record della bocca sud est

Un record inquietante , se si tiene conto del fatto che i fenomeni parossistici sono spesso accompagnati da lancio di materiali, attività piroclastica, terremoti e piccole eruzioni. Sono fenomeni per lo più di sommità e non costituiscono pericolo per persone ed abitazioni, ma è evidente che in merito all’attività di volo la faccenda cambia: lì il pericolo c’è tutto.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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