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Curva Nord dell'Inter sul caso Boiocchi: "Chiediamo scusa ma la realtà è diversa"

La Curva Nord deserta dopo l'annuncio dell'omicidio Boiocchi

La Curva Nord dell'Inter sul caso e l'omicidio di Vittorio Boiocchi: "Chiediamo scusa ma la realtà è diversa, non tutto è andato come avremmo voluto"

La Curva Nord dell’Inter esce allo scoperto sul caso Boiocchi: “Chiediamo scusa ma la realtà è diversa”.

Ad un mese dall’uccisione del capo ultrà i tifosi nerazzurri spiegano cosa successe quella sera durante il match casalingo con la Sampdoria. Vittorio Boiocchi venne ucciso il 29 ottobre sotto casa a Figino, periferia Ovest di Milano, quella sera poi i tifosi che popolavano la Curva Nord abbandonarono lo stadio in suo ricordo. E perfino chi non aveva interesse a lasciare gli spalti vi sarebbe stato “costretto da minacce e spintoni”

“Chiediamo scusa ma la realtà è diversa”

Oggi i vertici della della Curva Nord hanno voluto chiarire con una nota dopo “una pausa di riflessione” e per “ricucire lo strappo creatosi con gli interisti”. Il dato sarebbe che”la realtà degli avvenimenti è ben altra”. Le indagini sulla morte di Boiocchi intanto proseguono a cura della polizia e la Questura di Milano ha già “emesso quattro Daspo per gli ultrà identificati come autori di quei gesti da cui anche la società Inter ha preso le distanze”, lo spiega Fanpage.

Ma cosa hanno detto gli ultras nerazzurri? Che c’è stato un “cortocircuito” e che “non tutto è andato come avremmo voluto”. 

“Episodi spiacevoli ed incontrollabili”

I tifosi hanno parlato di “episodi spiacevoli e incontrollabili, probabilmente qualcuno ha sbagliato e di questo ce ne scusiamo“. Dopo quel “segnale distensivo” è partito poi l’appello “a tutti coloro che si sono sentiti offesi dalle modalità di alcuni singoli, di contattarci per provare a chiarire questa situazione venutasi a creare”.